Gocce di Storia

Anna Lisa Manotti

L’idea di questo podcast è nata su suggerimento di un amico a fronte della mia grande passione per la storia, una passione che ho da sempre, fin da quando ho imparato a leggere e negli anni ho divorato libri, consultato siti sempre alla ricerca di cose nuove. Da molti anni collaboro con Wikipedia nella stesura e/o traduzione di articoli inerenti alla materia.

  • 43 minutes 9 seconds
    Tutankhamon
    Tutankhamon: il faraone bambino

    Nell’immaginario collettivo Tutankhamon è forse il faraone per eccellenza: l’aura della maledizione, il fortunoso ritrovamento della tomba e la famosissima maschera d’oro ne hanno accresciuto e definito il fascino. Eppure, Tutankhamon regnò per poco tempo e morì a soli diciotto anni. In questa puntata ripercorriamo la sua storia, quella del tempo in cui ha vissuto e delle circostanze che lo hanno portato fino a noi.

    Fonti bibliografiche
    • “The Unknown Tutankhamun: A Biography of the Unknown King” di M. Eaton-Krauss, ed. Bloomsbury 2015
    • Sito sugli usi egizi
    Musiche usate per la puntata

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.

    Immagine di copertina
    “Il faraone Tutankhamon distrugge suoi nemici”: dipinto su legno, Museo Egizio del Cairo. Fonte: Wikimedia Commons.
    Altre immagini
    Il sigillo ancora intatto sulla porta della tomba di Tutankhamon; foto del 1922 (fonte: Wikimedia Commons). Quattro piccoli contenitori d’oro per gli organi interni dalla tomba di Tutankhamon; Museo Egizio del Cairo. Durante il processo di mummificazione gli organi interni (polmoni, fegato, stomaco e intestino) del faraone vennero asportati, puliti e piazzati in questi contenitori di circa 45 cm; i contenitori vennero poi collocati nei veri e propri vasi canopi di alabastro, a loro volta sigillati in una scatola d’oro posta all’interno della tomba. Fonte: Wikimedia Commons. Howard Carter e George Herbert, conte di Carnarvon, nel 1922 all’uscita della tomba di Tutankhamon (fonte: Wikimedia Commons) Schema (assonometria) della tomba di Tutankhamon.
    17 May 2024, 8:22 pm
  • 56 minutes 14 seconds
    Eva Perón
    La santa dei descamisados

    In questo episodio ripercorriamo la breve, ma sfolgorante vita di Eva Perón che dalla povertà dell’entroterra brasiliano arrivò a Buenos Aires dove, dopo una discreta carriera nel mondo dello spettacolo, divenne la moglie del presidente argentino Juan Perón. Amatissima dal popolo argentino sia per il suo impegno verso i poveri, sia grazie a una sapiente politica, Eva è ancora oggi ricordata e venerata come una delle persone che più si spese per la classe operaia e i racconti apocrifi su di lei sono innumerevoli.

    Segnaliamo, non per l’accuratezza storica, ma per la bellezza delle musiche e la bravura degli attori il musical “Evita” del 1996 per la regia di A. Parker con Madonna, Antonio Banderas  (che canta benissimo) e Jonathan Pryce.

    Fonti bibliografiche
    • “Evita: The Real Life of Eva Perón” di N. Fraser e M. Navarro ed.  W.W. Norton & Co. (1996)
    • https://www.evitaperon.org/ (sito biografico)
    Musiche usate per la puntata

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.

    Immagine di copertina
    Eva Perón nel 1948Eva Perón nel 1948, fotografata da Pinélides Aristóbulo Fusco.
    Altre immagini
    Tessera dell'Asociación Argentina de Actores, 1939Tessera dell’Asociación Argentina de Actores, 1939 Eva in Spagna durante durante il "Giro d'Europa".Eva in Spagna durante durante la “Giro d’Europa”.
    1 April 2024, 2:27 pm
  • 59 minutes 56 seconds
    Caterina de’ Medici – seconda parte
    La regina nera

    In questa seconda puntata ci soffermiamo a lungo sugli eventi che portarono al massacro della Notte di San Bartolomeo, l’episodio più sanguinoso e politicamente disastroso del “regno” di Caterina. Questa carneficina contribuì, più di ogni altra cosa, a disegnare attorno a Caterina l’aura della Regina Nera: una donna capace di ricorrere a omicidi, tradimenti e stermini pur di tener stretto il potere per sé e per i propri figli.

    L’altra parte ripercorre invece la fine del regno di Carlo e quello di Enrico fino alla morte di Caterina avvenuta nel gennaio 1589.

    Se volete vedere un bel film, anche se non sempre aderente alla realtà storica, consigliamo “La Regina Margot” del lontano 1994, diretto da Patrice Chéreau e con la bravissima (e sempre compianta)  Virna Lisi nei panni di Caterina, liberamente tratto dall’omonimo romando di Dumas padre.

    Fonti bibliografiche
    • “Caterina de’Medici: un’italiana alla corte di Francia” di J. Orieux, Mondadori, 1997
    • “Caterina de’Medici” di L. Frieda, Giunti 2003
    Musiche usate per la puntata

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.

    Immagine di copertina
    Il massacro della notte di San BartolomeoIl massacro della notte di San Bartolomeo immaginato da Édouard Debat-Ponsan nel 1880 (quindi molto più tardi). Olio su tela. Collezione Musée d’Art Roger-Quilliot, Clermont-Ferrand. Fonte: Wikimedia commons.
    Altre immagini
    Il massacro della notte di San Bartolomeo dipinto da François Dubois, un pittore protestante di Amiens fuggito in Svizzera dopo il massacro. Olio su tela. Museo cantonale di belle arti di Losanna. Fonte: Wikimedia commons.
    27 January 2024, 4:58 pm
  • 54 minutes 54 seconds
    Caterina de’ Medici – prima parte
    La banchiera alla corte di Francia

    Caterina de’Medici è una figura complessa e avvolta da numerosi pregiudizi. Il primo fu quello che patì durante i cinquanta e passa anni che visse in Francia dove venne sempre vista come la donna straniera, che veniva da una famiglia divenuta potente grazie al denaro delle attività bancarie, di origini se non umili di sicuro non nobili. Nata per avere una vita tranquilla, si trovò contro ogni previsione a governare una delle più grandi nazioni europee in un momento storico tumultuoso e complicato. In questa prima parte seguiamo Caterina lungo la sua infanzia e fino alla vigilia della Notte di San Bartolomeo, una delle più sanguinose della storia francese.

    Fonti bibliografiche
    • “Caterina de’Medici: un’italiana alla corte di Francia” di J. Orieux, Mondadori, 1997
    • “Caterina de’Medici” di L. Frieda, Giunti 2003
    Musiche usate per la puntata

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.

    Immagine di copertina
    Caterina de' medici nel 1536Caterina de’ medici nel 1536. Ritratto dipinto da Corneille de Lyon; National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty. Fonte: Wikimedia Commons.
    Altre immagini
    Caterina ritratta da Germain Le Mannier, olio su tela. Periodo fra il 1547 e il 1559. Galleria degli Uffizi, Firenze. Fonte: Wikimedia Commons.
    24 December 2023, 8:29 pm
  • 49 minutes 54 seconds
    I processi alle streghe di Salem
    Fra isteria di massa, fanatismo religioso e turbolenze politiche

    Nel 1692, nel villaggio di Salem due ragazzine manifestarono sintomi che oggi le avrebbero portate dritte dalla neuropsichiatra infantile; quattrocento anni fa la risposta fu sicura e unanime: possessione demoniaca. Tuttavia, liquidare la faccenda come un mero episodio a carico di creduloni fanatici puritani sarebbe ingiusto, per tutti gli attori in gioco. I puritani erano una piccola comunità incorporata dentro altre comunità più grosse, organizzate e non necessariamente a loro favorevoli. Il sospetto e gli interessi personali che infettarono la comunità dell’Essex in quei pochi mesi deve, senza dubbio, essere letta in un’ottica di più ampio raggio.

    (Contenuto extra: non perdete, dopo i titoli di coda, la raccolta di tutti gli “ehhhmm” di Anna Lisa tagliati da questa puntata  😀).

    Fonti bibliografiche
    Musiche usate per la puntata

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.

    Immagine di copertina
    Incisione del 1876 dal libro “Pioneers in the settlement of America: from Florida in 1510 to California in 1849” di William A. Crafts. Fonte: wikimedia commons.
    Altre immagini
    Ritratto del giudice William Stoughton nel 1700 circa; artista sconosciuto. Harvard Art Museums. Fonte: wikimedia commons. Mappa di Salem Village relativa al 1692, ricreata nel 1866 (da fonti storiche) da Charles W. Upham per il libro “Salem Witchcraft, With an Account of Salem Village and a History of Opinions on Witchcraft and Kindred Spirits” (1867). Fonte: wikimedia commons. Il reverendo Increase Mather nel 1688. Dipinto di Joan van der Spriet.
    24 November 2023, 8:04 pm
  • 49 minutes 14 seconds
    Jane Austen – seconda parte
    I capolavori di Mansfield Park e Persuasione

    La vita di Jane Austen fu pressoché priva di grossi sconvolgimenti, quando il padre lasciò la curazia e Jane, insieme alla madre e alla sorella, si trovò priva di una casa intervenne uno dei fratelli e tutti i maschi, nel merito delle proprie possibilità, assistettero le donne della famiglia; eppure i suoi personaggi affrontano le più svariate peripezie descritte con cognizione di causa. Jane, in apparenza, aveva anche una scarsa conoscenza dei “fatti della vita”, ma quasi tutti i suoi romanzi smentiscono questa convinzione. In “Mansfield Park” si toccano, più che in altre opere argomenti quali lo schiavismo, il divorzio e l’adulterio. In “Persuasione” si parla a lungo di perdono, rimorso, influenzabilità e fedeltà. Gli ultimi due romanzi di Jane sono un concentrato di morale, nel senso migliore del termine, e un invito a riflettere sulle proprie scelte e sulle loro conseguenze.

    Jane Austen, col tempo, è diventata anche un personaggio su cui scherzare, come nel secondo episodio della seconda stagione di Good Omens:

    https://www.goccedistoria.it/wp-content/uploads/2023/09/good-omens-2-austen.mp4

    Se avete perso la puntata precedente della serie su Jane Austen la potete trovare qui: Jane Austen – prima parte.

    Fonti bibliografiche
    • “La zitella illetterata. Parodia e ironia nei romanzi di Jane Austen” di Beatrice Battaglia, ed. Liguori (2009).
    • “Jane Austen, i luoghi e gli amici” di Constance Hill, ed. Jo March (2013).
    Musiche usate per la puntata

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.

    Immagine di copertina
    Ritratto di Jane Austen basato su uno della sorella Cassandra (vedere la copertina dell’episodio precedente). Duyckinick, Evert A. Portrait Gallery of Eminent Men and Women in Europe and America. New York: Johnson, Wilson & Company, 1873.
    Fonte: Wikimedia Commons. Copertina dell’edizione originale di Mansfield Park (1814).

     

    24 October 2023, 8:09 pm
  • 50 minutes 13 seconds
    Jane Austen – prima parte
    L’autrice inglese più famosa del mondo raccontata attraverso le sue opere

    Jane Austen, forse, non avrebbe mai immaginato che a più di duecento anni dalla sua morte saremmo stati ancora qua a leggere i suoi libri e che da essi sarebbero scaturiti innumerevoli sequel, spin off e retelling. Nata e cresciuta nella campagna inglese, Jane era una donna arguta, intelligente e mediamente povera, di certo non abbastanza ricca da attrarre i corteggiatori a frotte e probabilmente non abbastanza bella per compensare la scarsità della sua dote. A una vita matrimoniale mediocre Jane preferì la solitudine in un’epoca in cui lo zitellaggio era ancora uno stigma e dedicò la propria vita alla scrittura. In questa puntata ripercorriamo le sue orme fino alla vigilia della pubblicazione di “Mansfield Park”, quando ormai era diventata un’autrice piuttosto famosa.

    Fonti bibliografiche
    • “La zitella illetterata. Parodia e ironia nei romanzi di Jane Austen” di Beatrice Battaglia, ed. Liguori (2009).
    • “Jane Austen, i luoghi e gli amici” di Constance Hill, ed. Jo March (2013).
    Musiche usate per la puntata

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.

    Immagine di copertina
    Ritratto di Jane Austen (circa 1810) per matita e acquerelli, dipinto dalla sorella Cassandra. Fonte: Wikimedia Commons. Copertina del primo volume della prima edizione di Orgoglio e Pregiudizio (1813). Fonte: Wikimedia Commons.

     

    24 September 2023, 6:54 pm
  • 46 minutes 47 seconds
    La battaglia di Alamo
    Verso l’indipendenza del Texas

    Fra il 1835 e il 1836 il Texas, allora facente parte del Messico, insorse contro il governo centrale guidato dall’autoproclamatosi dittatore Antonio L. de Santa-Anna.  I motivi erano molteplici: militari, giuridici, economici e culturali; molti uomini arrivarono dagli Stati Uniti per appoggiare la causa dei loro ex-connazionali emigrati e i combattimenti furono vari e aspri. Fra la fine di febbraio e i primi di marzo del 1836 un manipolo di uomini tenne e perse la fortezza di Alamo. Quasi tutti gli occupanti morirono e, col tempo, la Battaglia Alamo divenne oggetto di profonda retorica nazionalista.

    Logo Telegram

    Abbiamo aperto il gruppo Telegram di Gocce di Storia, per chiacchierare di tutto ciò ch riguarda direttamente o indirettamente la storia. Lo trovate su https://t.me/goccedistoria.

    Fonti bibliografiche
    • “Forget the Alamo: The Rise and Fall of an American Myth” di B. Burrough, C. Tomlinson e J. Stanford, Penguins Publishing Group (2022)
    • Texas Historical Association
    Musiche usate per la puntata

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.

    Immagine di copertina
    The Fall of the Alamo (1903) di Robert Jenkins Onderdonk rappresenta Davy Crockett che usa il fucile come una clava contro le truppe messicane. Fonte: Wikimedia Commons.
    Altre immagini
    Ritratto di James Bowie fra il 1831 e il 1834 circa, del pittore George Peter Alexander Healy. Fonte: Wikimedia Commons. Il presidente messicano Antonio Lopez de Santa Anna nel 1852; litografia di Craig H. Roell. Fonte: Wikimedia Commons. La cappella di Alamo nel 2009. Fonte: Wikimedia Commons.
    18 July 2023, 7:25 pm
  • 44 minutes 6 seconds
    Caterina II di Russia: il trono inaspettato
    Una nobile prussiana diventa zarina

    La Russia del ‘700 era un luogo tutt’altro che tranquillo, colpi di stato e congiure avevano rovesciato zar e mietuto numerose vittime. È in questo contesto che si inserisce Caterina II di Russia, una giovane prussiana che, per sfuggire al convento, costrinse il marito all’abdicazione divenendo, quindi, zarina.

    Caterina fu una donna libera, liberale e molto erudita. In questa puntata ripercorriamo le sue orme dalla nascita fino alla morte avvenuta, per sua fortuna, per cause naturali.

    Fonti bibliografiche
    • “Caterina la Grande e la Russia del suo tempo” di I. de Madariaga ed. Einaudi, 2021
    Musiche usate per la puntata

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.

    Immagine di copertina
    Profilo di Caterina II, 1763Caterina II nel 1763 in un dipinto di Fyodor Rokotov. Tretyakov Gallery. Fonte: wikimedia commons.
    Altre immagini
    Caterina II, 1770Caterina II nel 1770 circa in un dipinto di Fyodor Rokotov, a sua volta copia di un dipinto di Alexander Roslin. Museo Hermitage a S.Pietroburgo. Fonte: wikimedia commons. Elisabetta di RussiaElisabetta di Russia, dipinto di Louis Tocqué. Fonte: wikimedia commons. Pietro III (Carlo Pietro), circa 1753Pietro III (Carlo Pietro) in un dipinto di Fyodor Rokotov del 1758 circa. Fonte: wikimedia commons.
    2 May 2023, 8:33 pm
  • 1 hour 2 minutes
    Vampiri: fra mito e realtà
    Teste d’aglio, paletti di frassino e film

    Il vampiro è una figura folkloristica universalmente diffusa e, negli ultimi anni, anche oltremodo affascinante. In questa puntata sui generis puntiamo lo sguardo su Erzsébet Báthory e Vlad III di Valacchia, entrambi legati al mito del vampiro e al vampirismo. Due figure inafferrabili, confuse, piene di ombre e la cui reputazione è stata inquinata da talmente tante dicerie che discernere il vero dal falso è impossibile o quasi.

    Per quante opere visive e letterarie abbiamo citato in puntata, molte altre non lo sono sono state per questioni di spazio. Aggiungiamo alla lista “Io sono leggenda” di Richard Matheson che ribalta lo stereotipo del mostro.

    Ecco i link ai podcast di storia che abbiamo segnalato alla fine dell’episodio:

    HistoryCast
    Di Enrica Salvatori.
    Il podcast è diventato difficile da ascoltare, perché il dominio historycast.org  è ormai scaduto da tempo. Si trovano ancora le puntate su The Internet Archive o su zenodo.org.

    Bistory
    Ideato e narrato da Andrea W. Castellanza, diretto e prodotto da Sebastian Paolo Righi per NWFactory.
    https://www.spreaker.com/show/bistory

    Podcast con le lezioni e le conferenze di Alessandro Barbero
    Curato da Fabrizio Mele
    https://barberopodcast.it/

    Storie di donne nella storia
    Di Francesca Ferragina
    https://francescaferragina.com/storie-di-donne-nella-storia/

    Storia d’Italia
    Di Marco Cappelli
    https://italiastoria.com/
    https://www.spreaker.com/show/storia-ditalia

    DirtypediA
    Di Vincenzo Olindo
    https://www.spreaker.com/show/dirtypedia

    Fonti bibliografiche:
    • “Assassine” di Cinzia Tani, ed. Mondadori, 1999
    • “La contessa Dracula. La vita e i delitti di Erzsébet Báthory” di Tony Thorne, ed. Mondadori, 1998
    • “Dracula, Prince of Many Faces: His Lifes and Times” di Radu R. Florescu e Raymond T. McNally, Brown US (1989)
    • “Il mito del vampiro. Da demone della morte nera a spettro della modernità” di Mario Barzaghi, ed. Rubbettino, 2010.
    Musiche usate per la puntata:

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.

    Immagine di copertina:
    Elizabeth BáthoryRitratto di Erzsébet Báthory; autore sconosciuto, XVII secolo. Fonte: Wikimedia Commons. Ritratto di Vlad III di ValacchiaRitratto di Vlad III di Valacchia. Autore sconosciuto, XVI secolo. Fonte: Wikimedia Commons.
    Altre immagini:
    Bram Stoker nel 1906Fotografia di Bram Stoker nel 1906. Fonte: Wikimedia Commons. Locandina del film DraculaLocandina del film Dracula del 1931 con Bela Lugosi. Fonte: Wikimedia Commons. Il gioco di ruolo "Vampiri: la Masquerade"Copertina del gioco di ruolo “Vampiri: la Masquerade”. Fonte The Unofficial White Wolf Wiki.
    1 April 2023, 9:32 am
  • 35 minutes 7 seconds
    Le guerre d’indipendenza scozzesi – seconda parte
    La sconfitta dell’Inghilterra

    Dopo la morte di Wallace (raccontata nella puntata precedente), la causa scozzese perse di forza ed Edoardo arrivò quasi a sottomettere la Scozia. Fu solo dopo la battaglia di Bannockburn che le cose cambiarono e Robert poté davvero fregiarsi del titolo di re.

    Per anni si susseguirono scaramucce intervallate a periodi di pace, poiché Edoardo II era in altre faccende affaccendato; con suo figlio le ostilità ripresero in maniera molto meno organizzata fino a cessare del tutto.

    Errata corrige: verso la fine della puntata un 1320 diventa un 1302, chiediamo venia.

    Dopo i titoli di coda non perdete la nuova edizione di “papere di storia”! 😁

    Fonti bibliografiche:
    • Sito storico della BBC sulle guerre d’indipendenza scozzesi.
    • “The Wars of the Bruces: Scotland, England and Ireland 1306-1328” di Colm Mcnamee, ed. Birlinn (2022).
    • Sito Medieval Bruce Heritage Trust.
    • “Wallace: A Biography” di Peter Reese, ed. Canongate Books, 1996.
    Musiche usate per la puntata:

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi.

    Immagine di copertina:
    la Dichiarazione di ArbroathCopia d’archivio della Dichiarazione di Arbroath (1320) conservata presso i National Records of Scotland. I sigilli (solo 19 rimanenti su un totale stimato di circa 50 in origine) sono le “firme” dei baroni. Fonte: Wikimedia commons.
    Altre immagini:
    Statua di Robert the BruceLa statua (di epoca recente) di Robert the Bruce al castello di Stirling. Fonte: Wikimedia commons. La morte di John ComynL’assassinio di John Comyn per mano di Robert the Bruce e Roger de Kirkpatrick davanti all’altare della chiesa di Greyfriars a Dumfries, il 10 February 1306, come immaginato da Henri Félix Emmanuel Philippoteaux nel 1856/1857 in un’illustrazione per “Cassell’s Illustrated History of England, vol. 1”.
    1 March 2023, 6:16 pm
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