Focus economia

Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità  dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.

  • Puntata del 02/04/2026
    2 April 2026, 6:30 pm
  • Imprese, Urso annuncia 1,5 miliardi su Transizione 5.0. Orsini: «È la via giusta»

    Il governo ripristina e aumenta a 1,5 miliardi i fondi per le imprese escluse dal piano Transizione 5.0, dopo il taglio iniziale a 537 milioni. Le risorse serviranno a sostenere gli investimenti in beni strumentali e innovazione. Confindustria accoglie positivamente la misura, sottolineando l’importanza di dare certezze alle imprese per sbloccare gli investimenti.
    Interviene a Focus Economia: Emanuele Orsini, presidente di Confindustria.

    Lavoro, Istat: a febbraio -29mila occupati sul mese, +13mila su anno

    A febbraio 2026 gli occupati calano di 29mila su base mensile, mentre aumentano i disoccupati (+36mila) e restano stabili gli inattivi. Il tasso di occupazione scende al 62,4%, quello di disoccupazione sale al 5,3%, mentre cala la disoccupazione giovanile (17,6%). Su base annua l’occupazione cresce di 13mila unità, ma diminuisce il tasso di occupazione e aumentano gli inattivi. Nell’Eurozona la disoccupazione sale al 6,2%.
    Ne parliamo con Francesco Seghezzi, presidente fondazione ADAPT.

    Il fatturato della GDO cresce del 4,3% nel 2024

    Nel 2025 la GDO italiana registra una crescita delle vendite del 4,3% nonostante l’inflazione bassa, dopo il +2,3% del 2024 (109,8 miliardi di fatturato). Dal 2019 le vendite sono salite del 30,9%. I discount continuano a crescere più degli altri operatori. I consumatori fanno acquisti più frequenti ma con carrelli più leggeri, puntando soprattutto su risparmio, qualità e riduzione degli sprechi.
    Il commento è di Oriana Romeo, Senior economist Area Studi Mediobanca.

    1 April 2026, 6:30 pm
  • Inflazione: a marzo sale all’1,7%, carrello spesa al 2,2%

    A marzo l’inflazione torna a salire, attestandosi al +1,7% su base annua e +0,5% su base mensile, in accelerazione rispetto al mese precedente. A trainare il rialzo sono soprattutto gli energetici, sia regolamentati sia non regolamentati, e gli alimentari non lavorati, mentre rallentano i servizi. Il cosiddetto “carrello della spesa” registra un aumento al +2,2%, segnalando una pressione più diretta sui consumi quotidiani. L’inflazione di fondo, invece, scende sotto il 2%, indicando una dinamica meno diffusa ma comunque influenzata dal ritorno delle tensioni sui prezzi dell’energia. Ne parliamo con Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.

    Autotrasporto al limite: l'Ue concede flessibilità, ma il caro carburante blocca i tir in Italia

    L’Unione europea introduce maggiore flessibilità sui target di emissioni per i veicoli pesanti, consentendo ai costruttori di accumulare crediti tra il 2025 e il 2029 per rispettare gli obiettivi al 2030. Una misura che alleggerisce la pressione regolatoria sulla filiera, ma che si scontra con una crisi immediata in Italia: il caro carburante. Con il diesel stabilmente sopra i 2 euro al litro, le principali associazioni dell’autotrasporto hanno proclamato un fermo nazionale dei tir dal 20 al 25 aprile e mobilitazioni in tutta Italia. Le imprese denunciano margini azzerati, difficoltà a trasferire i costi e chiedono interventi urgenti per evitare il blocco della filiera logistica. La flessibilità europea resta quindi una risposta di medio periodo, mentre l’emergenza è già attuale. Facciamo il punto con Paolo Uggè Presidente Conftrasporto e Fai.

    Nel 2025 in Italia nascite in calo del 3,9%

    Nel 2025 prosegue il calo demografico in Italia: le nascite scendono a 355mila (-3,9%), mentre i decessi restano elevati a 652mila, portando il saldo naturale a -296mila. La fecondità continua a diminuire, fermandosi a 1,14 figli per donna, con il Centro che registra i livelli più bassi. Aumenta anche l’età media al parto, segno di un rinvio sempre più diffuso delle scelte familiari. Il saldo migratorio resta positivo e compensa quasi interamente il calo naturale, ma non basta a invertire la tendenza di fondo. L’Italia si conferma così tra i Paesi europei più esposti al declino demografico, nonostante una delle più alte speranze di vita. Il commento è affidato a Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica sociale alla Facoltà di Economia dell'Università Cattolica di Milano.

    31 March 2026, 6:30 pm
  • Crolla BFF dopo nomina commissari da parte di Bankitalia

    Bff Bank in caduta libera a Piazza Affari dopo al notizia che Bankitalia ha nominato due commissari nell'istituto. I titoli, che in avvio non riuscivano a fare prezzo, sono arrivati a cedere oltre il 60%, in calo di oltre l 80% del proprio valore da inizio febbraio, passando da oltre 8 euro agli attuali 1,48. Dai massimi del 2024 invece la caduta è di quasi il 90%. La conference call dell amministratore delegato Giuseppe Sica ha consentito un parziale recupero, ma il calo resta comunque molto significativo.
    Nel fine settimana, la Vigilanza ha deciso di affiancare il consiglio di amministrazione con due commissari, Raffaele Lener e Francesco Fioretto, chiamati a supportare il board che mantiene pieni poteri nel percorso di riequilibrio. L intervento punta a rafforzare governance e sistema dei controlli, accelerando al contempo il processo di riallineamento contabile e la definizione delle criticità emerse. La situazione affonda le radici in una lunga fase di attenzione da parte della Vigilanza. Già nel 2024 un ispezione aveva evidenziato anomalie nelle politiche contabili, in particolare sulla classificazione dei crediti verso la pubblica amministrazione, cuore del business dell istituto. Da quelle risultanze è scaturita anche un indagine della Procura di Milano per l ipotesi di falso in bilancio. Dopo una fase in cui sembrava esserci stato un riassorbimento delle tensioni con la rimozione dei vincoli sulla cedola  il gruppo è tornato sotto pressione a febbraio, quando ha rivisto al ribasso gli obiettivi, rafforzando le politiche di riduzione del rischio. Nello stesso periodo si è realizzato anche il cambio al vertice, con l uscita di scena di Massimiliano Belingheri e la nomina di Sica.
    Il commento di Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com.

    Flacks frena sull'ex-Ilva, serve aiuto pubblico

    L'imprenditore inglese Flacks non ha soldi per comprare l'ex Ilva e non ha nessuna garanzia bancaria. Non solo: adesso chiede i soldi allo Stato.
    Quando Mr Flacks originario di Manchester, attivo a Miami negli Stati Uniti si è affacciato al capezzale dell'Ilva, più di un osservatore si è chiesto chi fosse, di quale track-record disponesse e quali strutture finanziarie e industriali lo sorreggessero. Flacks, nell'ordine, ha invocato l'ingresso dello Stato nel capitale, poi ha detto che avrebbero fatto tutto da soli lui e sua moglie, ha inondato i giornali locali di buoni propositi («non vengo a Taranto perché sarei accolto come i Beatles, penso di comprare la squadra di calcio»), quindi a fronte di un profilo aziendale che eufemisticamente si può definire poco chiaro e poco strutturato ha prospettato una campagna napoleonica addirittura europea, con tanto di interesse allargato a British Steel in Gran Bretagna e a Thyssen Krupp in Germania.
    L'intervento di Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore

    In corso riunioni su Transizione 5.0, si punta a soluzione

    Il governo punta a trovare una soluzione sugli incentivi di Transizione 5.0 in vista del tavolo con le imprese. In queste ore, si apprende da fonti di governo, sono in corso riunioni a livello tecnico tra gli uffici del Mef, del ministero delle Imprese e di Palazzo Chigi. Il tavolo è convocato per mercoledì mattina nella sede del Mimit.
    Il decreto fiscale approvato venerdì 27 marzo in cdm "introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d'imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025". ne è convinto il vicepresidente di Confindustria per le politiche industriali e il made in Italy, Marco Nocivelli, spiegando che il testo prevede un taglio del 65% del credito d'imposta richiesto. "Una simile decisione - che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento - penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso", sottolinea.  "La misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell'Enea, che le imprese sono state indotte ad acquistare".
    A novembre, ricorda Novicelli, "avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le cosiddette imprese esodate del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all agevolazione". Il fatto "di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia. Apprendiamo infine, dalle dichiarazioni del Mimit di questa mattina (ndr. SABATO), che si sarebbero trovate altre risorse per l iperammortamento: la nostra risposta e': prima si paghi il debito con le imprese esodate del 5.0".
    Sono intervenuti a Focus Economia Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore e Michelangelo Agrusti, Presidente Confindustria Alto Adriatico, Componente Consiglio Generale Nazionale

    30 March 2026, 6:30 pm
  • Turismo, Pasqua alle porte. Come impatta la crisi in Medio Oriente?

    A una settimana da Pasqua, Tecnè per Federalberghi stima che saranno 10,6 milioni gli italiani che partiranno per godersi un soggiorno fuori di casa, principalmente in zone vicine alla propria regione, senza esagerare con le distanze. La maggioranza di essi, l 85%, resterà nel Belpaese, mentre solo il 15% opterà per destinazioni estere. Il tutto produrrà un giro di affari di 5,5 miliardi di euro.
    Se i numeri lasciano ben sperare non mancano i timori legati alla crisi internazionale che sta colpendo soprattuto il trasporto aereo. Possiamo parlare di un test positivo, diciamo di buona tenuta del settore, in attesa della stagione estiva. Ancora una volta gli italiani dimostrano amore per il proprio Paese, che viene percepito come sicuro ha dichiarato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, commentando a caldo l indagine Ma io inviterei alla prudenza, considerando il fatto che buona parte del campione ha mostrato una certa sensibilità proprio al tema della sicurezza . In questo momento, davvero non possiamo ignorare il contesto geopolitico in cui ci si trova, in Italia, in Europa e nel mondo. E poiché il turismo, proprio nella sua trasversalità, dialoga con tutte le realtà, senza limiti e senza confini, mi preme dire che i conflitti danneggiano il settore. Oggi, infatti, non è a rischio il turismo di prossimità, bensì è a rischio il turismo alto spendente che proviene dall altra parte dell Oceano .
    Secondo un monitoraggio di Confindustria Alberghi della scorsa settimana, il 62% delle strutture ricettive registra una contrazione delle prenotazioni accompagnata da un aumento delle cancellazioni, in particolare dai mercati extra-UE. Il fenomeno colpisce in modo asimmetrico, concentrandosi nelle aree e nei segmenti più esposti alla domanda internazionale. Le città d arte risultano le più vulnerabili, con un aumento delle cancellazioni in particolare nelle strutture lusso ed extra lusso (a Roma si attestano intorno all 80%). Anche Milano, pur sostenuta dalla componente business, registra un impatto significativo (76%). Sul fronte delle prenotazioni, i primi cali riguardano fino all 80% delle strutture a Torino e il 73% a Venezia. Il segmento più colpito è quello di fascia alta. Il 67% degli hotel a 5 stelle e il 65% dei 4 stelle segnalano un aumento delle cancellazioni.
    Sono intervenuti a Focus Economia Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria e Paolo Manca, vice presidente Federalberghi nazionale.

    AI in Italia 2025, crescita, sfide etiche e sostenibilità

    Nel 2025 il mercato dell AI in Italia ha raggiunto 1,8 miliardi di euro e secondo l Osservatorio AI del Politecnico di Milano si sentono gli effetti dell'intelligenza artificiale generativa (GenAI), ma è anche il momento di riflettere sulla sostenibilità finanziaria, sociale ed etica necessaria per una trasformazione strutturale e duratura del sistema Paese.
    La crescita dell'industria AI in Italia è trainata per il 46% da soluzioni di GenAI o progetti ibridi, mentre il restante 54% rimane legato a modelli di Machine Learning più tradizionali. La sostenibilità di questo settore dipende dalla capacità di passare da una fase di entusiasmo iniziale a percorsi di implementazione personalizzati e progressivi, che possano garantire benefici reali ed economici nel lungo periodo. Attualmente, mentre il 71% delle grandi imprese ha avviato progetti di AI, nelle piccole e medie imprese la percentuale scende drasticamente all 8%, evidenziando un divario che potrebbe minare la coesione e la sostenibilità del sistema produttivo nazionale.
    Ai microfoni di Sebastiano Barisoni, il commento di Cosimo Accoto, Filosofo delle nuove ingegnerie tecnologiche, AI research affiliate presso MIT di Boston e Teodoro Lio, AD Accenture Italia, una delle principali società di soluzioni e servizi che aiuta le organizzazioni a reinventarsi per generare valore rapidamente e su larga scala, con oltre 24mila dipendenti in Italia.

    27 March 2026, 6:30 pm
  • Cosmoprof, la 57ª edizione segna una forte crescita dell’internazionalizzazione

    Si apre oggi e prosegue fino a domenica 29 marzo la 57ª edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna, da oltre cinquant’anni evento di riferimento per le aziende e i professionisti della filiera cosmetica. Anche quest’anno Radio 24 è presente con la sua postazione nel Centro Servizi della manifestazione. L’evento si svolge nel quartiere fieristico del capoluogo emiliano, con BolognaFiere che nel 2025 ha registrato un fatturato record di 306,7 milioni di euro, confermandosi piattaforma internazionale di riferimento per il settore beauty. L’edizione 2026 conta 3.104 espositori da 68 Paesi, oltre 10mila brand rappresentati e una manifestazione sold-out, con oltre 250mila visitatori attesi. Forte la spinta internazionale: l’80% degli espositori arriva dall’estero e il 37% è rappresentato da nuovi partecipanti, con un aumento significativo di interesse da Stati Uniti, Medio Oriente, Asia e Africa. Sono presenti 33 collettive nazionali, incluse nuove partecipazioni da Arabia Saudita, Belgio, Portogallo, Ungheria e Uzbekistan. In questo contesto, il settore cosmetico italiano conferma la propria solidità: nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 18 miliardi di euro (+2,9%), trainato dalle esportazioni che superano gli 8,6 miliardi (+4,1%) e rappresentano circa la metà del totale. Il mercato interno vale 12,8 miliardi (+3,2%), con una crescita sostenuta da digitale e fragranze.
    Ci colleghiamo con Gianpiero Calzolari (nella foto a sinistra), presidente di BolognaFiere; Benedetto Lavino (nella foto a destra), presidente di Cosmetica Italia dai nostri studi a Bologna

    Giuria California, Meta e Google responsabili per dipendenza dai social

    Una giuria di Los Angeles ha condannato Meta Platforms e Alphabet Inc. a risarcire una giovane donna per danni legati all’uso dei social media, segnando un nuovo passaggio nella crescente pressione legale sulle Big Tech. Il caso non è isolato: poche ore prima un’altra giuria, in New Mexico, aveva già sanzionato Meta per non aver protetto adeguatamente i minori, con una multa complessiva di 375 milioni di dollari. Le accuse riguardano meccanismi che favorirebbero dipendenza e problemi di salute mentale, in un contesto dominato da modelli di fruizione come lo scroll infinito e la cosiddetta “tiktokizzazione” dei contenuti, ormai diffusa anche su Instagram e YouTube. Gli esperti parlano di un possibile “momento Big Tobacco” per il settore tecnologico, con il rischio di una revisione profonda dei modelli di business. Intanto negli Stati Uniti cresce la pressione politica per introdurre nuove norme a tutela dei minori, mentre le aziende cercano un dialogo con l’amministrazione Trump. Il commento è di  Biagio Simonetta, Il Sole 24 Ore.

    Crisi energetica e guerra in Medio Oriente

    La crisi in Medio Oriente torna al centro del dibattito internazionale, con il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran che alimenta tensioni geopolitiche e timori economici globali. Al centro delle preoccupazioni anche lo stretto di Hormuz, snodo strategico per l’energia mondiale, il cui futuro resta incerto. Durante gli incontri dell’Aspen Institute a Venezia, gli analisti hanno sottolineato come il conflitto stia già producendo effetti sull’economia, tra aumento dei costi energetici, inflazione e rallentamento della crescita. L’Europa e l’Italia, pur avendo diversificato le fonti energetiche dopo la crisi del gas russo, restano esposte a nuove vulnerabilità. Sul piano geopolitico, qualsiasi evoluzione del conflitto rischia di lasciare un Medio Oriente ancora più instabile, mentre la Cina osserva e sul fronte diplomatico emergono timidi segnali di movimento. Il commento è di Giulio Tremonti, deputato (FdI) e presidente della commissione Affari esteri ed europei della Camera, Aspen Institute Italia.

    26 March 2026, 6:30 pm
  • Meloni in Algeria per blindare il flusso del gas

    "Abbiamo deciso di rafforzare la nostra solidissima cooperazione, anche lavorando su nuovi fronti come ocean gas e off shore e questo consentirà d rafforzare il flusso di gas". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni congiunte con il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. "In questi anni insieme al presidente Tebboune - ha sottolineato Meloni - noi abbiamo lavorato per rendere la nostra amicizia ancora più forte. Penso di poter dire oggi che il rapporto tra le nostre nazioni non è mai stato così solido e così proficuo. Sono convinta che la cooperazione tra l'Italia e l'Algeria possa rappresentare sempre di più un modello da seguire". Quella ad Algeri è la seconda della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo quella del 22 e 23 gennaio 2023.  Nel corso del bilaterale, oltre che del flusso di gas, Meloni e il presidente Tebboune si sono confrontati sui principali dossier internazionali, a partire dalla crisi in Iran e Libano e dalla situazione a Gaza, ma anche sui rapporti con la Libia, nazione con cui l'Algeria condivide quasi 1000 chilometri di confine. Ci colleghiamo con Vincenzo Miglietta, Radiocor da Algeri.

    Confindustria: nel 2026 Pil al ribasso (+0,5%) se il conflitto termina ora

    Con le previsioni di primavera, il Centro studi di Confindustria rivede al ribasso la crescita 2026 per l'impatto del conflitto in Iran. Tre gli scenari: con guerra fino a fine anno il Pil andrebbe in recessione (-0,7%), con conflitto fino a giugno resterebbe fermo (0%), mentre con uno stop entro marzo si fermerebbe a +0,5%, sotto il +0,7% stimato in autunno. Il conflitto spingerebbe fortemente i prezzi energetici: +12% nello scenario breve, +60% in quello intermedio, fino a +133% nel peggiore, con effetti diretti sull'inflazione fino a +13 punti e ulteriori rincari nei mesi successivi per l'effetto a catena sui prezzi. Per le imprese manifatturiere i costi energetici aumenterebbero di 7 miliardi l'anno nello scenario intermedio e fino a 21 miliardi in quello peggiore. Confindustria sollecita misure urgenti a livello italiano ed europeo per sostenere economia, imprese e famiglie. Facciamo il punto con Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria.

    Ita Airways archivia il 2025 con il primo risultato netto positivo dalla nascita

    Ita Airways chiude il 2025 con il primo utile netto dalla nascita, pari a 209 milioni di euro, in miglioramento di 436 milioni rispetto al 2024. Per il secondo anno consecutivo registra un Ebit positivo (25 milioni), mentre i ricavi restano stabili a 3,2 miliardi, sostenuti dal traffico passeggeri in lieve crescita. Migliorano anche Ebitda (404 milioni) e cassa (639 milioni). La flotta sale a 106 aerei, di cui il 70% di nuova generazione. Nonostante il calo di voli e passeggeri, cresce il load factor all'83,4%. Pesano però il contesto geopolitico, i vincoli Ue sull'ingresso di Lufthansa, i problemi ai motori Pratt & Whitney e l'assenza di un partner sulle rotte con gli Stati Uniti. La compagnia punta ora a consolidare la redditività riducendo i costi di leasing e rafforzando le sinergie con Lufthansa. Il commento è di Ugo Arrigo, professore associato presso l'Università Bicocca di Milano.

    25 March 2026, 6:30 pm
  • Puntata del 24/03/2026
    24 March 2026, 6:30 pm
  • Poste lancia opas su Tim, offerta da 10,8 miliardi per creare un grande gruppo

    Poste lancia una maxi opas su Tim. Offre 10,8 miliardi tra cash e azioni con l'obiettivo di creare un grande gruppo che combinerà settori finanziari-assicurativi e telecomunicazioni, logistica e servizi digitali. Nascerebbe una piattaforma integrata da sistema Paese che conta ricavi per circa 26,9 miliardi e un'ebit aggregato di 4,8 miliardi, con oltre 150mila dipendenti. L'operazione non è concordata con Tim - che fa sapere di 'prendere atto' dell'offerta e domani avvia la valutazione con un Cda - ma probabilmente non è nemmeno ostile. Punta alla conquista dell'operatore telefonico, del quale ora Poste è primo azionista con quasi il 25% del capitale. L'integrazione delle due società porterà poi Telecom Italia fuori dalla borsa. Il gruppo finale che nascerebbe avrebbe comunque una governance stabile, nella quale l'azionista di maggioranza, considerando anche le quote di Cdp, rimarrà comunque lo Stato italiano con un partecipazione sopra il 50%.  Il completamento dell'operazione è previsto entro la fine del 2026. "Il corrispettivo dell'offerta è altamente attraente", spiega. In denaro saranno offerti 0,167 euro per ciascuna azione di Tim portata in adesione. A questo si aggiunge una parte in titoli pari a n. 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di Tim. Il corrispettivo complessivo, tra cash e azioni, "esprime una valorizzazione pari a Euro 0,635 per ciascuna azione di Tim e, pertanto, incorpora un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di Tim rilevato venerdì al termine delle contrattazioni. Poste è già presente nei servizi essenziali per gli italiani. Ha una rete di 13mila uffici postali. A questi si aggiungerebbe gli oltre 4mila punti vendita Tim e una rete di 49mila partner terzi. Alla fine ci sarebbero 19 milioni di clienti digitali attivi. Ai servizi di Poste si aggiungerebbero tre asset significativi: una rete fissa e mobile di scala nazionale, una posizione preminente nelle infrastrutture cloud e data center del Paese e la capacità di offrire connettività sicura e sovrana a tutti gli stakeholders. Il commento è di Laura Serafini, Sole 24 Ore.

    23 March 2026, 6:30 pm
  • Congiuntura Confcommercio, la guerra potrebbe dimezzare la crescita

    L'inizio del 2026 lascia ben sperare grazie ai consumi che a febbraio mettono a segno un +1,3% mentre il Pil è a +1,4%. Valori che a marzo rallentano con un +1,1% mentre l inflazione cresce al +1,8%. Nel primo bimestre la ripresa dei consumi non è solo trainata dal cura della persona, tempo libero, turismo e la coppia elettronica di consumo e tecnologia ma anche la vendita di beni durevoli come l auto mentre l abbigliamento ferma la caduta. Questi i dati chiave dell analisi congiunturale di Confcommercio. Ora, con il conflitto si apre un nuovo capitolo per effetto degli impatti immediati sull energia e l Ufficio studi dell associazione stima un inflazione al +1,8% «un valore ancora molto gestibile e dentro i target delle autorità monetarie - segnala la nota di Confcommercio. L'aspetto preoccupante è che non può essere liquidato come un caso isolato, ovviamente.
    Già questo, però, avrebbe un impatto negativo sull'attività del mese di marzo che fletterebbe di un decimo di punto rispetto a febbraio. Il tendenziale del PIL di marzo sarebbe comunque sopra l 1%: ciò che comporterebbe un primo trimestre in crescita all 1% rispetto a un anno prima, un valore che non si registrava dall ultimo quarto del 2023».
    Per i prossimi mesi si aprono due scenari legati alla durata della crisi: nel primo i prezzi dell energia crescono del 40% per due mesi e a giugno ci sarà il ritorno del prezzo del Brent a 70 dollari il barile. Il quadro più pessimistico prevede che il costo del Brent rimanga a 100 dollari fino a dicembre. Nel primo la crescita media dei prezzi sarebbe di quattro decimi superiore, con un Pil sotto di un decimo rispetto al riferimento. Lo scenario di conflitto prolungato, invece, ridurrebbe significativamente il Pil: dalla baseline a +1% la crescita sarebbe limitata a 0,5%/0,6%, soprattutto per una minore dinamica dei consumi per via del minore reddito reale causato da un inflazione al 2,6% rispetto a una base all 1,7%. Svanirebbe, secondo Confcommercio, la ripresa dell economia italiana.  Interviene Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcommercio e presidente Conad

    20 March 2026, 6:30 pm
  • Attacchi in Medio Oriente scatenano volatilità gas e petrolio

    Per la prima volta dall'inizio del conflitto, Israele ha bombardato il giacimento di gas iraniano di Pars, il più importante del Paese. In risposta, Teheran ha colpito l'enorme hub energetico di Ras Laffan in Qatar e lanciato missili in direzione dell'Arabia Saudita (Reuters). A seguito dell'attacco, il presidente degli Usa Donald Trump ha dichiarato che Israele non effettuerà più operazioni su infrastrutture simili (Axios). Ma nel frattempo l'Iran ha attaccato i siti produttivi dei Pesi del Golfo.
    La direttrice dell'Intelligence americana Tulsi Gabbard ha dichiarato che gli obiettivi americani e israeliani in Iran non coincidono. "Gli obiettivi delineati dal presidente differiscono dagli obiettivi stabiliti dal governo israeliano", ha affermato durante un'audizione dinanzi alla commissione Intelligence della Camera. "Il governo israeliano si è concentrato sul neutralizzare la leadership iraniana. Trump ha invece dichiarato che i suoi obiettivi consistono nel distruggere la capacità dell'Iran di lanciare missili balistici, la sua capacità di produzione di tali missili e la sua marina militare", ha aggiunto la funzionaria.
    Rinforzi sul terreno Secondo Reuters, l'amministrazione Trump starebbe valutando l'invio di rinforzi in Medio Oriente. L'obiettivo sarebbe garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz con operazioni aeree e marittime, ma anche con l'occupazione di parte delle zone costiere dell'Iran. Tra gli obiettivi ci sarebbe anche un'invasione dell'isola di Kharg, terminale da cui passa il 90% del petrolio iraniano. Per tentare di ridurre i costi di petrolio, gas e altre materie prime negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha temporaneamente sospeso le sanzioni alla compagnia petrolifera statale venezuelana (Reuters) e una legge sul trasporto marittimo (Jones Act), autorizzando le navi battenti bandiera straniera a trasportare merci tra i porti statunitensi (Bloomberg). Il Jones Act prevede che il trasporto di petrolio nelle spedizioni nazionali sia effettuato con navi costruite negli Stati Uniti, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce. Affrontiamo il tema con Micaela Cappellini, Il Sole24Ore

    Le banche centrali tengono le porte aperte

    Questa settimana quasi tutte le principali banche centrali dei mercati sviluppati hanno mantenuto i tassi invariati, sottolineando tuttavia la propria prontezza a intervenire per frenare l'inflazione qualora lo shock energetico causato dal conflitto tra Stati Uniti-Israele e Iran dovesse innescare un'impennata generalizzata dei prezzi. La Bank of England ha mantenuto i tassi fermi al 3,75% giovedì, ma gli analisti hanno interpretato il comunicato post-riunione come "hawkish", aggressivo. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati nel range 3,50%-3,75%, ma il tono rigorista del presidente Jerome Powell posticipa le aspettative di taglio dei tassi al 2027.  Anche la Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi invariati, come previsto, ma ha segnalato di monitorare attentamente i rischi per la crescita e l'inflazione derivanti dall'impennata dei prezzi energetici. Il tasso sui depositi resta così al 2%, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. I mercati prevedono ora più di due rialzi da 25 punti base del tasso sui depositi (attualmente al 2%) entro l'anno. Si ritiene infatti che i banchieri centrali, accusati di aver agito troppo tardi durante l'ondata inflattiva del 2021/2022, saranno più rapidi a intervenire questa volta. Il commento è di Giorgio Di Giorgio, Professore Ordinario di Politica Monetaria alla LUISS

    Carburanti, taglio di 25 cent al litro. Ma da quando?

    Uno sconto di 25 centesimi per 20 giorni, fino al 7 aprile, realizzato muovendo le forbici sulle accise e di conseguenza sull Iva, oltre che sui fondi dei ministeri chiamati a contribuire con un taglio lineare. Una regola anti «rincari ombra», con l obbligo per le società petrolifere di inviare ogni giorno al ministero delle Imprese i prezzi consigliati e una sanzione pari all 1 per mille del fatturato quotidiano per chi non lo fa. E un credito d imposta del 20%, anch esso temporaneo, per gli acquisti di carburante di autotrasportatori, agricoltori e pescatori. Sono i tre pilastri del decreto legge approvato ieri sera in consiglio dei ministri per frenare la corsa dei prezzi di benzina, gasolio e gpl. In mattinata un vertice a Palazzo Chigi fra la premier Meloni e il ministro dell Economia Giorgetti aveva messo in fila le opzioni, discusse anche a Milano dal vicepremier Salvini con le compagnie petrolifere e tradotte in un testo arrivato alle 19 a Palazzo Chigi. Il risultato è un decreto da circa 500 milioni, che dovrebbe alleggerire il costo dei carburanti intorno a una media da 1,9 euro per litro di gasolio, e 1,65 euro per la benzina. La riduzione sulle accise è intorno ai 20 centesimi al litro, e porta lo sconto a 25 centesimi con il trascinamento sull Iva (l imposta, al 22%, si calcola anche sulle accise). Per il gpl, l effetto è da 12 centesimi al litro. Il menù del provvedimento contempla poi icrediti d'imposta, al 20%, per autotrasporto, agricoltura e pesca. Non c'è spazio invece, almeno per ora, per il rifinanziamento della carta «Dedicata a te», presente in alcune bozze iniziali. Il taglio è temporaneo, perché il costo non è indifferente e i pronostici sull'evoluzione della guerra in Medio Oriente sono a dir poco incerti. Dopo Pasqua si vedrà. Intervengono: Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore e Giuseppe Sperduto, presidente FAIB (Federazione autonoma italiana benzinai)

    19 March 2026, 6:30 pm
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