• 27 minutes 23 seconds
    235: Vale ogni scalinata: Cagliari dal Bastione

    ...dove per arrivare in alto bisogna salire — scalinata dopo scalinata, con 35 gradi. In mezzo, una spiaggia con dietro le saline e i fenicotteri, un forte cominciato da Bramante e finito da Michelangelo, e le nonne che spiegano che cos'è "una città a misura d'uomo". Alla fine, un'espressione nata in orchestra: che cosa vuol dire "dare il La"?

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

    Parole della settimana

    • dare il La — Vuol dire cominciare qualcosa, dare il punto di partenza: "da qui comincia tutto". Viene dalla musica: prima di un concerto tutti gli strumenti si devono accordare, e per farlo serve una nota uguale per tutti. Quella nota è il La, e la dà il primo violino oppure un altro strumento come l'oboe. Nell'episodio Raffaele dice che Cagliari gli "ha dato il La" per scoprire di più sulla Sardegna, e Matteo fa finta di capire due articoli di seguito.

      English: to set something in motion, to give the starting point (literally: to give the A)

    • a misura d'uomo — Si dice di una città né troppo piccola, dove mancano le cose, né troppo grande, dove c'è il caos: la giusta via di mezzo. Lo spiegano a Raffaele le nonne sulla spiaggia di Civitavecchia, che hanno il teatro, il cinema, i circoli di lettura e i monumenti, e Roma a tre quarti d'ora quando il caos lo vogliono davvero.

      English: built to a human scale; a town that is the right size to live in

    Note dell'episodio

    La sigla arriva "lenta, lenta, lenta e poi veloce, veloce, veloce" perché Matteo è a Dronfield e a lavorare su quella connessione sono in quattro: un internet "abbastanza, come dire, di una certa età", che gli ricorda i tempi di Napster — non i suoi, si capisce. Raffaele invece è in un'Italia ancora in piena ondata di calore e ha già votato per l'autunno. Poi si torna in crociera, per l'ultima volta: due tappe, due bagni, e la stessa sensazione di sempre — "hai mangiato l'antipasto, ma il resto?", con il menù davanti e tutto quello che non hai potuto ordinare.

    La prima tappa è Civitavecchia, il porto di Roma: quasi tutti scendono dalla nave e prendono il pullman per la capitale, Raffaele no. Cinquantamila abitanti, "nessuno fa un'escursione di gruppo per Civitavecchia" — e infatti la scoperta è tutta lì. Sul porto c'è il Forte Michelangelo, cominciato da Bramante e con la torre centrale disegnata e finita da Michelangelo: "non tutte le città hanno un edificio costruito da Michelangelo!". C'è il corso pedonale con una fontana del Vanvitelli, quello della Reggia di Caserta. E c'è la spiaggia del Pirgo, piccola e pulita, sotto un portico ottocentesco, dove le nonne con i nipotini raccontano la loro città. A venti minuti ci sono Cerveteri e Tarquinia con le necropoli degli Etruschi, "gli italiani prima dei romani, per intenderci". Matteo però lo dice onestamente: il 95% di chi passa da Civitavecchia queste cose non le vedrà. Almeno adesso sa che ci sono.

    Poi Cagliari, poche ore e la prima volta di Raffaele in Sardegna. Dal porto si sale: prima il quartiere Marina, le stradine strette e i negozietti, poi il Bastione di San Remy, simbolo della città, "fondamentalmente una facciata con una scalinata" che però va salita tutta fino alla terrazza, e sopra ancora il quartiere Castello con la vista su tutto il porto. Alle dieci e mezza del mattino, con 35 gradi: "alla prima scalinata dici 'ok, la faccio'. La seconda, 'la faccio'. Dopo la terza, quarta scalinata, dici 'Aspetta, un'altra scalinata? Fermi tutti, mi fermo qui'". Una cosa da sapere prima di partire: con problemi di mobilità o con bambini molto piccoli è faticoso, perché i due quartieri principali sono in salita. Ne nasce anche una discussione con Matteo — Napoli o Cagliari, chi sale di più? — che Matteo perde con eleganza: a Napoli ci sono le funicolari, e dal porto si arriva in piano fino a via Toledo. Il pomeriggio è tutto spiaggia: una navetta di dieci minuti e si è al Poetto, otto chilometri con la Sella del Diavolo alle spalle, dietro le saline e dietro ancora lo Stagno di Molentargius, dove i fenicotteri stanno tutto l'anno. Tornato a casa, la nostalgia si cura con una Ichnusa e il pane guttiau — pane carasau condito con sale e olio — "come diciamo a Napoli: la morte sua". Perché in Sardegna è tutto così diverso? Perché la storia è un'altra: i Fenici, poi i romani, poi Pisa — rivale della Repubblica di Genova di settimana scorsa — e per secoli la Corona d'Aragona, cioè la Spagna. Sul sardo ci vorrebbe un altro podcast: "una serie di 20 puntate speciali, saranno anche più di 20, eh?".

    Il finale nasce da un equivoco. Raffaele dice che Cagliari gli "ha dato il La", Matteo fa finta di sentire due articoli e poi una nota — "perché hai fatto il cattivo" — e invece è una nota musicale. In italiano le note si chiamano do, re, mi, fa, sol, la, si, mentre in inglese sono lettere (qui il solfeggio); su come funzioni esattamente in Inghilterra Matteo si ferma a metà frase e dice che deve chiedere a Katie. Dare il La vuol dire far cominciare tutto, e viene dall'accordatura prima del concerto: serve una nota uguale per tutti, la dà il primo violino o l'oboe, e oggi quel La sta a 440 hertz (diapason). Non è sempre stato così: le orchestre, quelle italiane soprattutto, alzavano il La per avere un suono più brillante — "in Italia si fa sempre a gara" — finché i cantanti lirici non hanno detto basta e gli enti internazionali di normazione hanno messo tutti d'accordo. Nell'aftershow: saline e lettere musicali.

    Trascrizione

    Raffaele: [0:24] Matteo, tutto bene?

    Matteo: [0:26] Tutto bene.

    Raffaele: [0:27] No, perché non so tu, ma io sentivo questa sigla iniziale che per me all'improvviso andava lenta, lenta, lenta e poi veloce, veloce, veloce.

    Matteo: [0:40] E molto probabilmente perché sono qui a Dronfield e questa volta a lavorare siamo in quattro. E internet qui, poiché giustamente alla madre di Katie non interessa la velocità, perché che se ne deve fare... è un internet abbastanza, come dire, di una certa età.

    ...

    22 August 2026, 10:00 am
  • 24 minutes 35 seconds
    234: Le banconote dell'euro cambiano: e possiamo votare

    Le banconote dell'euro cambieranno nei prossimi anni, e la cosa più sorprendente è un'altra: il disegno si può votare. Raffaele e Matteo guardano i due temi in gara — i personaggi famosi della cultura europea oppure i fiumi e gli uccelli — e scoprono che sulle banconote di oggi non c'è nessun edificio vero. Nella seconda parte si scende a Genova, la tappa italiana della crociera: i caruggi, la Lanterna, una bomba che non è esplosa e un piatto di vetro verde che qualcuno chiama Santo Graal.

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

    Parole della settimana

    • il faccione — Una faccia grande. In italiano il suffisso -one rende le cose più grandi: da faccia nasce faccione. Si usa spesso per i ritratti grandi, quelli sui manifesti o, appunto, sui soldi. Nell'episodio è la posizione di Raffaele su come devono essere fatte le banconote: "sono vecchia scuola, sono abituato ad avere i faccioni delle persone sui soldi".

      English: a big face; here, a large portrait

    • il sorteggio — Quando si sceglie a caso, senza decidere, per esempio con i bigliettini o con i numeri. Il verbo è sorteggiare, ma nell'episodio Raffaele usa anche estrarre e pescare. A Genova serviva per una cosa molto seria: decidere quale famiglia doveva ospitare un re o un papa.

      English: a draw, a drawing of lots

    Note dell'episodio

    È metà agosto e si sente: Raffaele ha le finestre spalancate in una città mezza vuota, Matteo si è chiuso in una stanza al piano di sopra perché a casa ci sono ospiti con bambini, e spera di non diventare "una pizza" con il sole che batte sui vetri. Prima di cominciare, una nota per Cristina: il suo messaggio vocale è arrivato ma non si sente niente, è un messaggio muto — e siccome il podcast è solo audio, non c'è modo di capirlo. Per favore, Cristina, rimandacelo. Poi si parla di soldi, con una precisazione subito corretta: "non parliamo dei nostri soldi... o meglio, parliamo dei nostri soldi. Dell'aspetto dei nostri soldi". Le banconote in euro cambieranno nei prossimi anni e la Banca Centrale Europea lascia votare il disegno. È questa la parte che stupisce Matteo: "sono stupefatto quasi dall'Unione Europea".

    I temi in gara sono due, e non è ancora stato scelto niente. Il primo sono i personaggi famosi della cultura europea. Il secondo è la natura, e in particolare i fiumi e gli uccelli: l'idea è bella, perché in Europa un fiume nasce in un Paese, ne attraversa altri e finisce in mare in un altro ancora, quindi unisce invece di dividere, e gli uccelli migratori fanno la stessa cosa. Raffaele però non riesce a immaginarseli nel portafoglio: gli uccelli si somigliano troppo, "sarebbe difficile dire 'il 5 euro è quello dove c'è il picchio, mentre invece il 10 euro è quello in cui c'è il martin pescatore'" — e Matteo, che è "pro uccelli", risponde che è un ottimo modo per imparare. Il rischio, dice Raffaele, è ripetere l'errore di adesso: sulle banconote di oggi ci sono archi e ponti in sei stili, dal classico all'Art Nouveau, e sono tutti edifici inventati, così nessun Paese poteva sentirsi escluso. Il risultato? "Se chiedi all'uomo della strada cosa è rappresentato sul 5 euro, ti dice 'boh, un edificio'".

    Se invece vincesse il primo tema, le facce sarebbero sei: Maria Callas sul 5, Beethoven sul 10, Marie Curie sul 20, Cervantes sul 50, Leonardo da Vinci sul 100 e, sul 200, un nome che i due non conoscevano: Bertha von Suttner. Tre donne e tre uomini, e quasi tutti appartengono a due Paesi insieme — Callas nasce cittadina americana da famiglia greca e diventa italiana, Curie è polacca naturalizzata francese, "più europea che francese o polacca". Von Suttner è stata la prima donna a vincere il Premio Nobel per la pace e ha scritto Giù le armi nel 1889: "non ha portato bene, perché dopo sono scoppiate due guerre mondiali". "Ci ha provato." Con Leonardo arriva anche un quiz sulla lira: su quale banconota era? Non sulle 1.000 — quello era Marco Polo, dice Raffaele, ma non ne è sicuro — e nemmeno sulle 10.000: era sulle 50.000. Le monete, invece, non cambiano: ne parleranno un'altra volta.

    Nella seconda parte si scende a Genova, la tappa italiana della crociera della settimana scorsa. Matteo ci è stato due volte e la trova molto simile a Napoli; il dispiacere è lo stesso per tutti e due, la strada sopraelevata davanti al mare, "come se ci fosse una cicatrice in mezzo", anche se nessuno dei due vuole girare il dito nella piaga dei genovesi. Poi però c'è tutto il resto: il porto industriale da una parte e dall'altra il porto antico rifatto da Renzo Piano, i palazzi con i portici, la Lanterna che è il simbolo della città, e i caruggi, cioè i vicoli stretti e pieni di vita del centro storico. Nella Cattedrale di San Lorenzo, a strisce bianche e nere, ci sono tre storie in una: le ceneri di San Giovanni Battista ("ce l'hanno tutti", commenta Matteo), il Sacro Catino, un piatto di vetro verde di duemila anni fa che secondo alcuni è il Santo Graal, e una bomba della Seconda Guerra Mondiale caduta lì dentro e mai esplosa — l'originale è stato disinnescato, dentro la chiesa c'è una copia. C'è anche la casa di Cristoforo Colombo, che era genovese. E si chiude con le Strade Nuove e i Palazzi dei Rolli, patrimonio UNESCO, costruiti tra Cinquecento e Seicento con i soldi dei mercanti: siccome non c'era un palazzo solo per gli ospiti importanti, le famiglie erano divise in categorie e quando arrivava un re, un imperatore o un papa se ne estraeva una a sorteggio. Da quel momento quella famiglia ospitava a nome di tutta la città. È anche il periodo in cui la Repubblica di Genova diventa quasi un'oligarchia. Nella sala VIP si continua con l'Acquario.

    Trascrizione

    Matteo: [0:24] Buongiorno.

    Raffaele: [0:26] Buongiorno a te, Matteo. Come stai e dove stai?

    Matteo: [0:30] Tutto bene e sono dove ero settimana scorsa, ma al piano di sopra.

    Raffaele: [0:39] Alla ricerca di un po d'aria fresca?

    Matteo: [0:42] No, non proprio: alla ricerca di uno spazio in cui posso registrare senza disturbare, mettiamola così, mettiamola al contrario.

    Raffaele: [0:52] O essere disturbato, dai, diciamola tutta.

    ...

    15 August 2026, 10:00 am
  • 27 minutes 18 seconds
    233: Quattro euro l'acqua: la Ryanair del mare?

    Si riprende esattamente da dove eravamo rimasti: Raffaele è tornato dalla crociera nel Mediterraneo occidentale — Italia, Francia e Spagna, "anche se solo per piccole puntatine" — con la voce che comincia a venir meno per un motivo che confessa subito: "ho mangiato troppo!".

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

    Parole della settimana

    • le note dolenti — La parte spiacevole di un discorso, quella che rovina un po' la festa: si dice quando, dopo le cose belle, si arriva ai problemi. Nell'episodio è Raffaele che le annuncia: finito di parlare del cibo, "qui cominciano insomma un po' le note dolenti", cioè i conti.

      English: the sore points, the downside

    • precotto — Cibo già cotto prima, che poi si finisce di cuocere o si riscalda al momento. Attenzione: non è la stessa cosa di scotto, che vuol dire cotto troppo — Matteo prova con "scotta", ma Raffaele corregge: la pasta del buffet arriva dalla cucina "cotta al 90%", quindi è precotta.

      English: pre-cooked

    Note dell'episodio

    4 Words Italians Use All the Time in Conversation https://www.youtube.com/watch?v=UQpg2WUm0Ek&t=63s

    Matteo parte dal cibo e dichiara il suo punto di vista, che è quello di chi in crociera non è mai stato: si mangia bene? "Bene. A tratti benissimo" — e comunque, aggiunge Raffaele, "non mi hai chiesto quanto si mangia". I buffet sono quasi sempre aperti e quando chiudono apre l'angolo dei panini, c'è lo spuntino di mezzanotte e quello delle due di notte; la carne è meglio del pesce e tutti e due meglio della pasta, che arriva dalla cucina cotta al 90% e si finisce in padella con i sughi preparati a parte. La sera, invece, ristorante servito e piatti "da ristorante stellato". La palestra era bellissima e non l'ha mai vista da dentro: "beati loro", dice degli altri, "io mi alleno a casa, in vacanza mi rilasso".

    Poi arrivano le note dolenti, e sono i conti. Quindici o vent'anni fa, sulla stessa compagnia, "andavi a bordo e mangiavi, bevevi i drink, gli sfizi, la spa, la palestra: tutto assolutamente incluso nella quota". Adesso la quota base copre i servizi base e tutto il resto è extra: l'acqua è gratis al buffet, in un bicchiere, ma una bottiglia da un litro e mezzo al bar costa quattro euro — e infatti a ogni porto risalivano a bordo, in teoria vietato, con bottiglie da due litri comprate a terra a cinquanta centesimi. Cento euro a testa per la zona con le piscine meno affollate, duecento per il pacchetto bevande, gli spettacoli inclusi ma i posti buoni no, in un teatro chiamato Colosseo dove metà delle poltrone guarda una colonna. Da qui la formula di Raffaele: Costa come "il Ryanair del mare". Matteo però obietta, e Raffaele gli dà ragione: Ryanair i prezzi li ha abbassati, mentre le crociere costano più o meno come prima. Nessuna sentenza, alla fine: "dipende da che tipologia di vacanza vuoi fare".

    Le tappe italiane — Civitavecchia, Genova, Cagliari — se le tengono per le prossime settimane, "non possiamo liquidarle così", e allora la gara è tra le due straniere. Vince Marsiglia, a sorpresa: il porto vecchio pieno di barche, i viali alberati, l'arte contemporanea, e Le Panier, un tempo una zona malfamata e oggi il quartiere della street art e piccoli bar sui gradini, che gli ha ricordato "un pizzico" Montmartre. Sulla collina la basilica di Notre-Dame de la Garde, ottocentesca ma in stile bizantino, tutta dedicata alla Madonna che protegge i marinai; sul mare la cattedrale della Major. E dal panorama si vede il Castello d'If, l'isola-prigione del Conte di Montecristo di Dumas — che però non è l'isola del tesoro: quella, l'isola di Montecristo, è italiana, nell'arcipelago toscano insieme all'Elba. A Barcellona, che già conosceva, la Sagrada Família è finalmente alla sua altezza definitiva, croce compresa: "è stato toccante vedere dopo così tanti anni il pezzo mancante essere aggiunto".

    Si chiude con una storia di soldi trovati, e non a bordo. Su un vaporetto di Venezia la responsabile fa il giro dopo l'ultima fermata e trova una borsa con occhiali, carte e settemila dollari. Nessun documento, nessun proprietario: la consegna al comune, passa un anno, e per legge le cose trovate diventano di chi le ha trovate. Il comune però sostiene che il merito sia suo — è la sua dipendente, sulla sua barca — e comincia una battaglia legale che sembrava persa. Poi, settimana scorsa, il Giudice di Pace ha deciso: i soldi sono di chi ha materialmente trovato la borsa. Raffaele, alla domanda su cosa avrebbe fatto lui, non ha dubbi: "col cavolo che li restituivo al comune di Venezia!". La prossima settimana si parla ancora di soldi, ma di banconote in euro: stanno cambiando, e qualcosa possiamo dire anche noi.

    Trascrizione

    Raffaele: [0:24] Buongiorno Matteo.

    Matteo: [0:25] Buongiorno, come stai? Bentornato!

    Raffaele: [0:30] Grazie! Come senti, già sento un po' la voce che comincia a venir meno: è successo qualcosa in questa vacanza.

    Matteo: [0:39] Che hai fatto?

    Raffaele: [0:41] Ho mangiato troppo!

    ...

    8 August 2026, 10:00 am
  • 25 minutes 15 seconds
    232: Come sono nate le crociere italiane (c'entra l'olio)

    Si riparte "da dove eravamo rimasti" — cioè dall'estero. Matteo, tornato in Inghilterra dopo una settimana napoletana, confessa di aver "intravisto" il mondiale in un bar sotto casa a Napoli: Inghilterra–Argentina, e tutto il bar tifava Argentina...

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

    Parole della settimana

    • bazzicare — Frequentare un posto o un ambiente, avere a che fare con qualcosa. Matteo lo usa parlando di musica: il jazz è un genere che lui "bazzica poco" — e Raffaele glielo spiega in diretta.

      English: to hang around, to be familiar with

    • il fumaiolo — La "ciminiera" delle navi, da cui esce il fumo. Nell'episodio è la parola che i due cercano insieme — non "comignolo", che è quello delle case! — e quelli delle navi Costa sono di un giallo molto preciso: giallo olio di oliva.

      English: funnel (of a ship)

    Note dell'episodio

    ...il motivo è storico e ha un nome solo, Diego Armando Maradona — e con l'Italia assente "non c'era neanche la scelta". Poi la vita inglese: il festival Tramlines che riempie di musica dal vivo tutti i pub di Sheffield, le camminate quotidiane nella campagna di Dronfield dopo venti giorni di siccità, e i club di tiro con l'arco che non rispondono alle mail.

    Poi la notizia: Raffaele parte, in crociera, da Napoli, sulla Costa Toscana — "una delle più grandi, se non la più grande". E lo dice subito: "non sono proprio tipo da crociera", due crociere in trent'anni, perché cinque ore in una città vogliono dire fare tutto di fretta e perdersi le sere. Però, a conti fatti, "ogni tanto ha il suo perché": tanti posti in una settimana sola, compresi quelli dove non organizzeresti mai una vacanza apposta.

    E qui arriva la storia che dà il titolo alla puntata. Le crociere italiane nascono dai transatlantici dell'emigrazione: dopo l'Unità d'Italia si partiva in nave per il nuovo mondo, e quando gli aerei svuotarono le traversate, le navi dovettero inventarsi qualcos'altro. Costa Crociere all'inizio non trasportava persone: produceva ed esportava olio d'oliva agli emigrati nelle Americhe, che sentivano la mancanza del pilastro della dieta mediterranea — poi il colpo di genio: "se porto l'olio porto anche le persone", e alle stive si aggiunsero le cabine. I fumaioli delle navi Costa sono ancora oggi di un giallo preciso: giallo olio di oliva. MSC invece nasce a Sorrento dalla più grande flotta cargo: "le due anime delle crociere in Italia".

    C'è anche una chiusura del cerchio: Barcellona fu il primo viaggio all'estero di Raffaele con sua moglie, nel 2002, quando una guida disse che la Sagrada Família sarebbe stata completata "nel 2025, nel 2026". Ci tornano adesso, con la figlia, a vederla finita — 24 anni dopo. Le impressioni dalla nave arrivano "tra una settimana"; intanto la domanda di Matteo sulla Sagrada Família, e la caccia a chi diceva "il tempo è tiranno", continuano nell'aftershow.

    Trascrizione

    Raffaele: [0:24] Rieccoci: buongiorno, Matteo!

    Matteo: [0:27] Ben ritrovato e ritrovati: che piacere sentirvi tutti.

    Raffaele: [0:34] Certo. Che bello e abbiamo un sacco di cose da raccontarci. Da dove vogliamo cominciare, Matteo?

    Matteo: [0:40] E allora direi che possiamo partire da dove eravamo rimasti, ma in realtà non è questa la sezione... [Italiani all'estero] Iniziamo subito con qualcosa che attira l'attenzione: dice "dove eravamo rimasti?", ma poi siamo all'estero.

    ...

    1 August 2026, 10:00 am
  • 27 minutes 34 seconds
    231: La ribellione di Raffaele: le letture d'estate le scelgo io.

    Si comincia col caldo — la sigla che "si scioglie" come un nastro inceppato — e con un rimedio antico: leggere. Magari libri sulle spedizioni al Polo Nord, per rinfrescarsi almeno con la testa. È la tradizione italiana del libro sotto l'ombrellone, che i nostri due conoscono bene ma praticano poco: Matteo storicamente leggeva d'estate, ma a casa; Raffaele, da papà, sotto l'ombrellone ormai disconnette il cervello e basta.

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

    Parole della settimana

    • il segnalibro — L'oggetto che metti tra le pagine per ricordare dove sei arrivato. Nell'episodio Matteo lo usa in modo poetico: un libro amato funziona "come da segnalibro nella tua memoria" — ti fa ricordare l'estate in cui l'hai letto.

      English: bookmark

    • divorare (un libro) — Leggere un libro velocemente e con grande piacere, senza riuscire a fermarsi. Raffaele sceglie i libri per sua moglie e "molto spesso scelgo libri che poi lei divora".

      English: to devour (a book), to read it hungrily in one go

    Note dell'episodio

    Il cuore della puntata è una ribellione di scuola media. Alle letture assegnate per l'estate, il piccolo Raffaele rispose leggendo tutt'altro: l'intero Romanzo di Excalibur di Bernard Cornwell, scelto da lui, divorato volume dopo volume — e a settembre lo disse in faccia alla professoressa: "ho letto tantissimo, ma tutt'altro: ho scelto io". Da grande la pensa ancora così: un classico come Il Maestro e Margherita si può studiare, ma obbligare qualcuno a leggere un libro che non ha scelto "è una violenza" — la lettura non si impone. Matteo, che pure ha subìto le stesse liste, un po' lo frena: gestire ciò che non scegliamo, da ragazzini, allena alla vita. Poi però regala la frase più bella della puntata: lui Il Signore degli Anelli l'ha letto in un'estate sola, e oggi ricorda quell'estate proprio grazie al libro — "come da segnalibro nella tua memoria". "Hai detto una poesia", ammette Raffaele.

    Una tradizione però resiste: prima delle vacanze Raffaele sceglie sempre un libro per sua moglie, e difficilmente sbaglia. L'ultimo era Come l'arancio amaro di Milena Palminteri, vincitore del Premio Bancarella — il premio che scelgono direttamente i librai — e da lì si arriva alle saghe familiari ambientate in Sicilia che riempiono gli scaffali d'estate. La Sicilia, appunto: trasferirsi? Fa caldo perfino sull'Etna, ma Raffaele non se la sente di eliminarla, anche se non l'ha ancora mai vista. E così, tra Genova e Trieste col mare, una Milano difesa da Matteo contro gli stereotipi, una Firenze persa nel sovraffollamento e un posticino ideale in Emilia-Romagna a un'ora da tutto, la puntata chiude con la domanda che ogni amante dell'Italia si porta dentro: mare, città o montagna? Diteci la vostra — e il resto, con aria condizionata e bevanda ghiacciata, continua nell'aftershow.

    Trascrizione

    Raffaele: [0:23] Matteo, buongiorno.

    Matteo: [0:24] Buongiorno.

    Raffaele: [0:26] Non so se l'hai sentito pure tu, ma io sentivo la sigla di apertura un po' male, un po'... Sai come quando il mangianastri si inceppava?

    Matteo: [0:39] Sì?

    ...

    25 July 2026, 10:00 am
  • 28 minutes
    230: "Mangiare a ufo": l'espressione nata dal Duomo di Milano

    Questa volta il microfono è vostro. Raffaele lo dice subito: senza gli ascoltatori questo resterebbe solo una conversazione tra lui e Matteo condivisa su internet — e infatti la puntata la fanno le vostre voci....

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

    Parole della settimana

    • mangiare a ufo — Mangiare senza pagare, quando paga qualcun altro. Un modo di dire regionale (Lombardia e Toscana) che viene dalla sigla A.U.F., ad usum fabricae, scritta sulle casse del marmo per il Duomo di Milano, che non pagava la dogana.

      English: to eat for free, to freeload (someone else pays)

    • il passeggino / la carrozzina — Il passeggino (o il carrozzino) è quello dove si porta un bambino piccolo; la carrozzina, al femminile, è la sedia a rotelle. Una vocale cambia tutto — come ha scoperto Monica nel suo messaggio!

      English: stroller/pram (il passeggino, il carrozzino) vs wheelchair (la carrozzina)

    Note dell'episodio

    Questa volta il microfono è vostro. Raffaele lo dice subito: senza gli ascoltatori questo resterebbe solo una conversazione tra lui e Matteo condivisa su internet — e infatti la puntata la fanno le vostre voci. Si comincia con Rami, che vorrebbe ascoltare gli episodi uno dietro l'altro: si può, dalla pagina dello show su Spotify, ordinando dagli episodi meno recenti e lasciando fare all'autoplay — anche se ogni puntata di Easy Italian è fatta apposta per stare in piedi da sola, perché il podcast non è una soap opera.

    Poi arriva il lungo messaggio di Monica dalla Repubblica Ceca: suo marito Marco è mezzo italiano, a casa parlano ceco perché è più veloce, e sperano che la piccola Cecilia assorba l'italiano come una spugna. Per loro l'italiano è anche la lingua segreta di coppia — un lusso che Matteo a Londra non può permettersi, dove l'italiano si sente perfino dal balcone e dove Raffaele, a dodici anni, annunciò in un ascensore a Covent Garden "mi sto facendo la pipì sotto"... e l'ascensore rise. In mezzo, una correzione gentile che non dimenticherete: la carrozzina è una cosa, il carrozzino un'altra.

    La seconda parte del messaggio tocca un nervo scoperto: la scuola ha fatto odiare le lingue a Monica, tra brutti voti e commenti umilianti. E qui Raffaele si arrabbia — lo ammette lui stesso — e regala il momento più bello della puntata: la lingua non è performance, la lingua è comunicazione. Se una bambina dice "latto" invece di "latte", il latte arriva lo stesso.

    Chiusura col regalo linguistico: "a ufo" non c'entra niente con gli alieni. Il marmo di Candoglia per il Duomo di Milano passava la dogana senza pagare tasse, nelle casse marcate A.U.F. — ad usum fabricae, per i lavori della Veneranda Fabbrica che ancora oggi si prende cura della cattedrale. E siccome l'italiano ama le vocali finali, da AUF è nato "a ufo". Perché invece si dice "gratis"? Quello ve lo raccontiamo nell'aftershow.

    Trascrizione

    Matteo: [0:23] Buongiorno!

    Raffaele: [0:25] Buongiorno a te, Matteo, come va?

    Matteo: [0:27] Bene, bene. Comepossiamo fare? Lo possiamo dire, non lo possiamo dire...

    ...

    18 July 2026, 10:00 am
  • 26 minutes 41 seconds
    229: Abbronzatissima: la canzone del 1963 che non finisce mai

    ...vi portiamo tra i film e i telefilm delle estati davanti alla televisione, e vi diciamo dove andare (e dove NON andare) al mare in Italia a luglio e agosto.

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

    Parole della settimana

    • cantare vittoria (troppo presto) — Esultare e festeggiare prima che la gara sia finita. Matteo l'ha fatto con il fresco di Londra: una settimana dopo è tornato il caldo!

      English: to celebrate too early, to count one's chickens before they hatch

    • il palinsesto — La programmazione televisiva: tutti i programmi che una televisione trasmette e i loro orari. D'estate, in Italia, il palinsesto è sempre lo stesso: film al mare e vecchi telefilm.

      English: the TV schedule, programming lineup

    Note dell'episodio

    Si comincia con un "Abbiamo vinto!" che per una volta non porta sfortuna, perché è già successo: una Ferrari ha vinto il Gran Premio di Silverstone, proprio a casa di Hamilton — che però è arrivato terzo, dietro al compagno Leclerc. E mentre gli italiani sventolano bandiere in Inghilterra, in Italia succede una cosa curiosa: il Mondiale di calcio, quello vero, quello che si gioca in questi giorni, finisce in un angolino dei giornali. Senza gli azzurri — eliminati proprio da quella Norvegia che poi ha battuto il Brasile di Ancelotti — il paese fa un po' finta che il torneo non esista, e la RAI non ha nemmeno comprato i diritti di tutte le partite.

    Poi bastano due lettere, "A-A!", e partono i ricordi: Abbronzatissima, la canzone che Edoardo Vianello cantava nel 1963 e che non ha mai smesso di essere l'estate italiana. Negli anni '90 è diventata la colonna sonora del film Abbronzatissimi — al plurale e al maschile, e qui c'è pure una piccola lezione di grammatica — e da lì il discorso scivola naturalmente nel palinsesto delle estati italiane: i film al mare come Sapore di mare e Rimini Rimini, e le mattinate senza scuola davanti ad A-Team, MacGyver, Supercar e i duchi di Hazzard, telefilm già vecchi di vent'anni quando li guardavamo noi.

    Quei film oggi, dicono i nostri, sono "scaduti": guardarli adesso è come entrare in una macchina del tempo, con tutto quello che di bello e di imbarazzante ci si trova dentro — i primi amori dell'estate, ma anche una sensibilità che per fortuna è cambiata. E siccome l'estate italiana non è solo televisione, si chiude con i consigli veri: non andate a Rimini se cercate l'Italia degli italiani, lasciate perdere le città d'arte a luglio e agosto, e cercate invece i posti di mare "tra due grandi città", come Terracina — oppure venite nei mesi spalla. E soprattutto: mare o città d'arte, scegliete. Tutte e due insieme è un bagno di sudore.

    Trascrizione

    Raffaele: [0:09] Abbiamo vinto!

    Matteo: [0:25] Buongiorno.

    Raffaele: [0:27] Buongiorno a te, Matteo.

    Matteo: [0:29] Come va?

    Raffaele: [0:29] Tutto bene, non ci lamentiamo, ormai che fa caldo lo hanno capito i nostri ascoltatori e dovremmo dirlo per i prossimi tre mesi.

    ...

    11 July 2026, 10:00 am
  • 25 minutes 9 seconds
    228: Gelato a 22 euro, pranzo a 4: dove mangiano davvero gli italiani

    In questa puntata vi diamo le parole magiche — "quanto costa?" — e vi portiamo nei due posti dove gli italiani mangiano bene con meno di 5 euro: la tavola calda e la salumeria.

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

    Note dell'episodio

    Parole della settimana

    • infima — Una qualità "infima" è la più bassa possibile: "ancora più basso del più basso", come dice Raffaele. Il gelato da 22 euro di Roma? Di qualità infima!

      English: rock-bottom, of the lowest possible quality

    • tavola calda — Un posto dove il cibo italiano è già pronto e si vede sul bancone: scegli il tuo piatto, lo paghi 3-5 euro e lo mangi lì o lo porti via. La risposta storica italiana al fast food.

      English: an Italian counter-service eatery with ready-made hot dishes

    Fa caldo in Inghilterra, fa caldissimo a Napoli ("siamo diventati un paese tropicale"), e ci vorrebbe proprio un bel gelato. Ma attenzione!

    Prima storia: il gelato da 44 euro. Una coppia di turisti americani ha pagato 44 euro per due gelati nel centro di Roma. Sullo scontrino: due coni maxi da 12 euro, più panna, cannolo al pistacchio e macaron — aggiunte che i turisti non avevano chiesto. I giornalisti del Times hanno trovato la gelateria (che non nominiamo) e hanno ripetuto l'esperienza: 22 euro per un gelato "immangiabile". Come difendersi? Guardate dove comprano il gelato gli italiani, leggete le recensioni (meglio se in italiano, positive e con tante foto), attenzione ai centri città, e soprattutto fate domande: "quanto costa?", "che opzioni avete?" e un bel "no, grazie" alle aggiunte. Ricordate: un gelato normale costa tra i 3 e i 5 euro. E il nostro video sul gelato arriva il 19 luglio!

    Seconda storia: la tavola calda, il posto che i turisti ignorano perché a casa loro non esiste. Piatti italiani cucinati, tutti a vista sul bancone: antipasti, pasta, secondi con contorni. Ogni piatto costa tra i 3 e i 5 euro. Raffaele, prima di registrare, ha mangiato le sue pennette al pesto con pomodorini e mozzarella nel centro storico di Napoli: cinque minuti, 4 euro. E il dialogo è facilissimo: "una porzione di pasta al pesto per me", "sì, ho bisogno delle posate, mangio qui", "quanto pago?".

    Terza storia: la salumeria, per Matteo "il posto più bello del mondo", per Raffaele "la fabbrica di Babbo Natale". Scegliete il pane, scegliete gli ingredienti — salumi, formaggi, verdure — e loro vi compongono un panino fresco e genuino, quasi sempre a meno di 5 euro. È il rituale italiano del viaggio: colazione, salumeria, panino, e via! Come quella volta degli otto panini in otto modi diversi prima di un concerto.

    E alla fine, un mistero: Raffaele ha ricevuto una notifica che dice che "in Italia non si mangia bene". Chi ha osato? La risposta nell'aftershow...

    Qual è stato il vostro miglior pasto economico in Italia — una tavola calda, una salumeria, un posto del quartiere? E avete mai evitato una truffa con le parole magiche "quanto costa?"? Raccontatecelo!

    Trascrizione

    Raffaele: [0:23] Buongiorno, Matteo.

    Matteo: [0:25] Buongiorno, come va?

    Raffaele: [0:27] Abbastanza bene, ti nomino spesso ultimamente. Non vuoi sapere perché?

    Matteo: [0:36] Perché? Perché? Perché? Cosa ho fatto?

    Raffaele: [0:40] Eh, perché ogni volta che ho, nei miei tour, persone dall'Inghilterra, mi dicono: "Sai, in Inghilterra sta facendo anche più caldo che in Italia". E io penso a te, e dico "Io ho un amico che per scappare dal caldo dell'Italia è proprio andato in Inghilterra".

    ...

    3 July 2026, 10:00 pm
  • 27 minutes 17 seconds
    227: Un Robin Hood un po' accaldato.

    Caldo asfissiante in tutta Italia e in tutta Europa, sport che non sono sport, o almeno che non sono sport di movimento. E poi musica! Concerti di oggi e di ieri.
    Pronti? Mettetevi comodi, stiamo per partire.

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

    Note dell'episodio

    https://www.youtube.com/watch?v=bKGm6hsYWuk&t=1s - # Are Italian Stereotypes TRUE? Italians Respond

    Matteo e' a Londra con Katie e Brody e nonostante il caldo e' riuscito a trovare un club che lo ha ospitato ed e' andato a tirare con l'arco! Ma dove? Proprio al centro, grazie al club dei London Archers, che si allenano in uno spazio bellissimo sul lato nord del Kensington Palace.

    Quindi "malgrado" il caldo, Matteo ha tirato con l'arco.
    E "suo malgrado" Raffaele invece e' andato ad un concerto. Perche' "suo malgrado"? Cosa vuol dire?

    Le espressioni "suo malgrado" e "mio malgrado" significano "contro la propria volontà" o "a dispetto di". Si usano quando si è costretti a fare qualcosa che non si vorrebbe. Il termine "malgrado" da solo (senza aggettivo), invece, funziona come sinonimo di "nonostante" o "benché".

    Ma come e' stato il concerto e alla fine Raffaele si e' divertito?
    Per sapere questo e ancor piu' importante, per sapere di chi era il concerto!? Basta ascoltare la puntata.

    Trascrizione

    Raffaele:
    [0:09] Fammi bere un altro po'... Ah!

    Matteo:
    [0:26] Che caldo!

    Raffaele:
    [0:28] Che caldo in Italia, mamma mia, questa ondata di calore ci ha preso proprio alla sprovvista, direi. Chiaro che adesso è cominciata anche tecnicamente l'estate, però io non mi aspettavo subito 35 gradi e umidità al massimo.

    Matteo:
    [0:46] No, guarda, nemmeno io.

    Raffaele:
    [0:48] Scusa, ma tu non sei in Italia, tu sei andato al fresco.

    ...

    27 June 2026, 9:00 am
  • 26 minutes 54 seconds
    226: Perché tutti girano sul toro?

    ...e poi c’è il toro della Galleria di Milano, con il suo piccolo rituale di fortuna e con tutte le discussioni che ogni tanto nascono quando entra in gioco il restauro. Due dettagli molto diversi, ma abbastanza per far capire subito il tono di questa puntata.

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

    Note dell'episodio

    What are Italians Wearing Today? - https://www.youtube.com/watch?v=RlPC2I93d6c&t=1s

    In Calabria certe cose legate al caffè prendono una strada tutta loro, e Brasilena è proprio una di quelle. Sembra quasi una provocazione, ma è anche il tipo di bevanda che racconta bene quanto siano locali, e un po’ imprevedibili, certe abitudini italiane.

    Poi si va alla Galleria Vittorio Emanuele II, dove un mosaico diventa quasi un rito collettivo. Il toro, i tre giri, la fortuna e il restauro che non mette mai tutti d’accordo: basta questo per capire che certi simboli di città in Italia non sono mai solo decorazione. Restano lì, e intorno si accumulano gesti, discussioni e un affetto un po’ strano.

    Alla fine c’è anche una di quelle espressioni che usiamo spesso senza pensarci troppo: passare la notte in bianco. Sembra solo un modo per dire che non si è dormito, ma dietro c’è una storia molto più precisa e molto più medievale di quanto sembri.

    Passare la notte in bianco: stare svegli per tutta la notte, senza dormire. to stay up all night

    Investitura: cerimonia medievale con cui si proclamava qualcuno cavaliere. knighting ceremony

    Trascrizione

    Raffaele:
    [0:01] E siamo live! Matteo, buongiorno!

    Matteo:
    [0:25] Buongiorno, come va?

    Raffaele:
    [0:27] Abbastanza bene, dai, non mi posso lamentare.

    Matteo:
    [0:30] Qui siamo alle prese con una serie di cose strane che vengono da un restyling del software che usiamo per registrare.

    Raffaele:
    [0:45] Questi restyling che finiscono per peggiorare la situazione...

    Matteo:
    [0:51] Mamma mia.

    ...

    Se siete membri, nell'aftershow continuiamo la chiacchierata e ci prendiamo un po’ più di tempo per i dettagli lasciati fuori qui.

    19 June 2026, 10:00 pm
  • 27 minutes 49 seconds
    225: Dove eri nel 1990?

    Dove eravamo rimasti? A si il caldo. Ma non piu'! Almeno per me (Matteo) Katie e Brodie, perche' siamo in Inghilterra!
    E poi andiamo indietro nel tempo, molto molto indietro. Italia '90 ha segnato la nazione, e ovviamente anche il nostro Raffaele. Ma non tutto era "rose e fiori".

    Trascrizione interattiva e Vocab Helper

    Note dell'episodio

    Best Places in Italy, According to Italians - https://www.youtube.com/watch?v=TVNv0BJjCUA

    Iniziano i mondiali di calcio! Ma, come ormai da troppi anni, l'Italia non c'e'!
    E per questo, Raffaele invece di infierire sulla pover Italia, ricorda il primo mondiale di calcio che ricorda e che ha cambiato la sua vita. E io (Matteo)? Cosa ricorda di quel mondiale?

    Qualcosa ricorda, ma non proprio tutto, alcune cose le ricorda, ma male, molto male.

    Italia '90 - I Mondiali a casa.

    La mascotte di quei mondiali
    https://it.wikipedia.org/wiki/Ciao_(mascotte)

    Ci sono tante cose interessanti a proposito di "Ciao". Una delle cose piu' interessanti e' come hanno deciso il suo nome.

    E poi la canzone dei mondiali, qui devo dire non ricordo bene tutto.
    https://en.wikipedia.org/wiki/Un%27estate_italiana

    Abbiamo anche velocemente accennato a qualcosa che ha segnato l'Italia dopo i mondiali del '90. Mani pulite.
    https://en.wikipedia.org/wiki/Mani_pulite

    Per l'angolo dell'italiano di questo epidosio abbiamo un aggettivo molto interessante:

    Voltagabbana

    Cosa vuol dire? E da dove viene questa parola stranissima?
    Raffaele! Aiutaci tu!

    Trascrizione

    Raffaele:
    [0:24] Matteo, che afa qui, che afa.

    Matteo:
    [0:26] Eh, che afa, qui, che afa... freddo.

    Raffaele:
    [0:30] Cosa? Freddo?

    Matteo:
    [0:31] Fresco, fresco freddo.

    ...

    13 June 2026, 10:00 am
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