Champagne Talk è il podcast dedicato a tutti gli appassionati di Champagne...
In questa puntata di Prime Visioni continuiamo il viaggio nella Maison Taittinger, questa volta attraverso il Prestige Rosé, una cuvée che permette di raccontare territori, tecniche e sfumature diverse rispetto allo stile classico della Maison – storicamente legata allo Chardonnay.
Un episodio che racconta la natura più affascinante e contemporanea del rosé firmato Taittinger, tra precisione tecnica, finezza aromatica e un sorso dalla piacevolissima persistenza.
In questa puntata di Storie di Maisons raccontiamo il Domaine Alexandre Bonnet attraverso la storia dell’Aube e della Côte des Bar, un territorio a lungo consideratoperiferico e costretto a lottare per il diritto di chiamarsi Champagne.
Il racconto parte da Troyes, città medievale al centro delle grandi fiere europee, e attraversai secoli fino alla crisi del primo Novecento, quando l’Aube viene esclusa dalla delimitazioneufficiale della Champagne. Una decisione che porta alla rivolta del 1911 e allo slogan diventato simbolo di un’intera regione: Champagne ou la mort.
Un episodio che intreccia storia, geologia kimmeridgiana, identità contadina e memoria collettiva, raccontando un territorio che ha trasformato una ferita in carattere e un domaine che ne custodisce l’eredità.
In questa puntata di Prime Visioni faremo un viaggio nella storia e nello stile di una delle Maison più importanti della Champagne: Taittinger.
Con Chiara Giovoni e Manlio Giustiniani ripercorriamo le origini familiari, i passaggi cruciali che hanno segnato la crescita della Maison e l’evoluzione del suo stile, oggi guidato da Vitalie Taittinger e dallo chef de caveAlexandre Ponnavoy.
La degustazione è dedicata alla cuvée simbolo della Maison: Taittinger Brut Prestige, il vino più rappresentativo e diffuso del brand, ambasciatore del suo stile nel mondo.
Un episodio dedicato a chi vuole conoscere da vicino una delle firme più riconoscibili dellaChampagne, attraverso storia, visione e calice.
In questa puntata di Prime Visioni raccontiamo e degustiamo Ayala Collection N°16, una cuvée sperimentale che amplia il concetto di Blanc de Blancs attraverso il recupero e la valorizzazione dei vitigni bianchi storici dellaChampagne.
Il racconto parte dalla storia della Maison Ayala, fondata nel 1860 ad Aÿ da Edmond de Ayala, figura centrale nello sviluppo della Champagne moderna e tra i membri fondatori delle istituzioni che ancora oggi regolano la denominazione, un percorso che ha reso Ayala una delle maison più attenteallo Chardonnay, senza rinunciare alla sperimentazione.
Una degustazione che esplora equilibrio, sapidità e complessità aromatica, offrendo uno sguardo raro su come i vitigni “dimenticati” possano contribuire auna visione contemporanea e filologica dello Champagne.
Ascolta la nuova puntata di Prime Visioni.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo e raccontiamo il Blanc de Blancs 2018 di Ayala, una delle cuvée simbolo della maison e la prima edizione millesimata di questo Champagne 100% Chardonnay.
L’episodio parte dalla storia e dall’identità di Ayala all’interno della famiglia Bollinger, dove la Maison rappresenta l’anima dello Chardonnay, in contrapposizione allo stile più tradizionalmente legato al Pinot Noir. Un racconto che attraversa il recente cambio di passo della Maison, avviato dal2007, orientato a precisione, pulizia e coerenza stilistica.
Al centro della degustazione c’è l’annata 2018, con uve provenienti esclusivamente da Grand Cru e Premier Cru, un dosaggio Extra Brut e un lungo affinamento sui lieviti. Un Blanc de Blancs che mette insieme tensione, freschezza e sapidità, ma anche volume e maturità, restituendo una visioneampia e stratificata dello Chardonnay.
Una puntata dedicata a chi vuole comprendere come il lavoro di assemblaggio parcellare e la lettura del millesimo possano raccontare più territori in un’unica bottiglia, mostrando l’evoluzione e la profondità dello Champagne nel tempo.
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In questa puntata di Storie di Maisons ripercorriamo la storia della Maison Henriot, partendo da una decisione presa all’inizio dell’Ottocento da una giovane vedova: ApollineGodinot-Henriot.
Il racconto affonda le radici nel Seicento, tra migrazioni forzate, guerre e commerci, fino ad arrivare all’eredità intellettuale del canonico Jean Gaudinot, figura chiave per lo studio della viticoltura in Champagne. Da questa base nasce, nel 1808, la fondazione della Maison e una visione fondata su conoscenza del terroir, eleganza e continuità.
La puntata segue l’evoluzione della famiglia Henriot attraverso matrimoni strategici, espansioni viticole e momenti di crisi, soffermandosi sul passaggio decisivo del 1880 cheunisce Montagne de Reims e Côte des Blancs, dando forma allo stile Henriot basato sull’equilibrio tra Pinot Noir e Chardonnay.
Un episodio che attraversa oltre due secoli di storia, fino ai giorni nostri, raccontando una Maison che ha saputo preservare la propria identità attraverso generazioni, mantenendo vivo il legame tra territorio, memoria e visione.
In questa puntata di Prime Visioni ci spostiamo a Cramant per raccontare e degustare Le Bateau 2016 della famiglia Bonnaire, uno Champagne di lieu-dit che nasce da una precisa volontà di esplorare e valorizzare le diverse espressioni dello Chardonnay Grand Cru.
L’episodio parte dal significato stesso di lieu-dit, ripercorrendo l’origine storica dei toponimi e il ruolo del catasto napoleonico, per arrivare al progetto avviatoda Bonnaire dal 2015: un lavoro di vinificazione parcellare pensato per raccontare le singole identità del territorio, culminato nella gamma di lieux-dits.
Al centro della degustazione c’è Le Bateau 2016, uno Chardonnay 100% affinato con tirage liège, una scelta tecnica complessa che prevede la presa di spuma con tappo di sughero e operazioni manuali in fase di sboccatura. Unadecisione che incide profondamente sul profilo del vino e sulla sua evoluzione.
Nel calice emergono struttura, sapidità e una forte impronta gessosa, con richiami iodati che rimandano alla “Mémoire de l’Océan”: la memoria marina custodita nei suoli calcarei di Cramant, antichi fondali marini oggi tradotti in tensione e profondità gustativa.
Una puntata dedicata a chi vuole comprendere cosa significa davvero Champagne di parcella, tra storia, tecnica e interpretazione del terroir.
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Oggi vi portiamo alla scoperta di Les Harengs 2021 della Maison Bonnaire
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In questa puntata di Prime Visioni torniamo a raccontare la Maison Leclerc Briant, approfondendo il suo lavoro sui lieux-dits attraverso la degustazione di Les Carelles 2018, una parcella di soli 0,22 ettari a Les Mesnil-sur-Oger.
L’episodio parte dal valore del terroir e della biodinamica, intesa non come elemento di comunicazione ma come pratica radicata nel DNA della maison fin dagli anni Ottanta. Raccontiamo il lavoro in vigna e in cantina, dalla pressatura delicata alle vinificazioni parcellari, fino alle scelte sui contenitori, sempre orientate alla ricerca di purezza ed espressione del luogo.
Al centro c’è il millesimo 2018, analizzato nella sua espressione climatica e stilistica, e il racconto di cosa significa isolare un lieu-dit: riconoscere una parcella con una personalità così forte da meritare una vinificazione dedicata.
Una degustazione che attraversa suolo, altitudine, esposizione e vinificazione, per capire come nasce uno Champagne di parcella e perché vini come Les Carelles raccontano il territorio con precisione, tensione ed eleganza.
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In questa puntata di Storie di Maisons attraversiamo oltre otto secoli di storia per raccontare una delle grandi case familiari della Champagne: Taittinger.
Dalle origini medievali dei Conti di Champagne alle crayères gallo-romane di Reims, dalla Grande Guerra all’intuizione di Pierre Taittinger, fino alla definizione di uno stile riconoscibile basato sull’eleganza dello Chardonnay.
L’ultima parte è dedicata alla Taittinger contemporanea: Pierre-Emmanuel, Clovis e Vitalie Taittinger, il passaggio generazionale, il patrimonio viticolo, il lavoro di cantina e la gestione di una Maison che ha mantenuto nel tempo una visione coerente.
Un episodio che ricostruisce la storia di Taittinger attraverso documenti, luoghi e figure chiave, mostrando come una Maison familiare abbia costruito nel tempo uno stile coerente e riconoscibile.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo e raccontiamo il Millésime 2019 di Leclerc Briant, una Maison di Epernay con una lunga storia e una visione fortemente orientata all’innovazione.
Partiamo dalle origini della Maison, dal suo approccio pionieristico alla biodinamica e da una filosofia produttiva discreta ma coerente, per arrivare al lavoro in vigna e in cantina: vinificazioni parcellari, sperimentazione sui contenitori, attenzione all’energia dei materiali e rispetto profondo del terroir.
Al centro dell’episodio c’è l’annata 2019, analizzata nel suo andamento climatico e nelle sue espressioni nel calice: un millesimato composto da Pinot Noir e Chardonnay, vinificato in parte in legno, con dosaggio minimo e una forte impronta di freschezza, equilibrio e tensione.
Una degustazione che diventa racconto, tra stile, annata e visione produttiva, dedicata a chi vuole conoscere più da vicino una Maison spesso citata per una singola cuvée, ma molto più ricca e complessa nella sua identità.
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