• 54 minutes 25 seconds
    Felice Maniero, la fine

    Felice Maniero è stato il capo della Mala del Brenta, il criminale più potente che il Nordest abbia conosciuto. Oggi è un uomo solo, senza soldi, segnato dalla malattia e prigioniero della propria leggenda.

    Questa puntata extra è stata registrata dal vivo a Padova, in occasione della presentazione del libro Come me nessuno mai. Le mille vite di Felice Maniero, bandito.
    Nel dialogo con il pubblico, Maurizio Dianese racconta il presente di Maniero partendo dalla sua storia: le rapine, gli omicidi, la notte dei cambisti, i rapporti con le grandi mafie e il lento declino dell’uomo che aveva costruito un impero criminale.

    Un racconto che prova a capire chi è Felice Maniero oggi e cosa resta, nel Nordest, della sua eredità.


    ⏱️ Capitoli

    00:00 – Introduzione
    01:00 – Il potere di Maniero
    08:00 – Il salto di qualità della Mala del Brenta
    13:30 – Mafia, camorra e ’ndrangheta
    16:20 – Le evasioni e il mito
    25:20 – Campolongo Maggiore oggi
    35:30 – Il Veneto del nero
    39:30 – Ferocia e solitudine
    46:00 – Il declino finale

    6 February 2026, 11:00 am
  • 17 minutes 45 seconds
    La Mala del Brenta diventa Mafia del Brenta

    Per anni è stata considerata solo una banda di rapinatori. Poi qualcuno capisce che non è così.

    In questa puntata raccontiamo il passaggio decisivo: quando la mala del Brenta viene letta – per la prima volta – come un’organizzazione di stampo mafioso. Un sistema coeso, capace di intimidire, controllare il territorio, infiltrarsi nel gioco clandestino e riciclare denaro.

    Attraverso il racconto delle tecniche investigative degli anni ’80 – intercettazioni, fermi di polizia giudiziaria, confidenti, microspie, telecamere – emerge il contesto in cui maturano le indagini. E soprattutto emerge l’intuizione di chi decide di non rincorrere più i singoli reati, ma di ricostruire l’intera struttura dell’organizzazione.

    Un’intuizione inizialmente isolata, persino derisa, che porterà però al maxiprocesso degli anni ’90, alle condanne e all’arresto definitivo di Felice Maniero.

    È qui che la storia cambia: la banda non è più una somma di reati, ma un sistema mafioso.

    🎙 Podcast realizzato dal Centro Pavone con il contributo del Comune di Mira

    ⏱ Capitoli

    00:00 – Quando lo Stato decide di reagire
    00:46 – Gli strumenti investigativi degli anni ’80
    02:05 – Fermi, perquisizioni e intercettazioni
    03:17 – Il processo “sulle carte” e i limiti del sistema
    04:32 – Il nuovo codice dell’89 e le difficoltà operative
    05:33 – Il mondo grigio dei confidenti
    07:02 – L’intuizione: studiare la banda come organizzazione
    08:12 – Cellulari, microspie e nuove tecnologie
    11:04 – L’operazione al Casinò e le microtelecamere
    12:31 – Il quadro completo: omicidi, rapine, droga e riciclaggio
    13:27 – Dalla Mobile alla DIA
    14:20 – L’accusa di associazione mafiosa
    14:58 – L’isolamento di chi aveva visto prima
    15:40 – Le condanne e la svolta
    17:03 – Il cerchio che si chiude: l’arresto definitivo


    21 October 2021, 12:10 pm
  • 18 minutes 39 seconds
    Gli omicidi di Felice Maniero

    Si inizia l'11 novembre del 1981 con l'assassinio di Roberto Menin, amico del boss Totuccio Contorno, che per lungo tempo visse in Veneto in soggiorno obbligato. Menin viene sgozzato nella sua auto vicino a Montebello Vicentino. Il giorno dopo la morte di Menin vengono uccisi due "cambisti": Eugenio Pagan e Cosimo Maldarella. I due vengono freddati da colpi di pistola alla testa mentre erano in un appartamentino del centro storico di Venezia. Il 9 gennaio 1982 sparisce Gianni Barizza, il suo corpo affiorerà dalle acque del fiume Brenta solamente due mesi dopo. Il 17 giugno del 1983 ci fu un omicidio eclatante a Eraclea, vista la portata criminale della vittima. È quello di Ottavio Andrioli, personaggio di spicco di cui abbiamo già parlato nelle scorse puntate. Il 1984 è l'anno della strage con una lunga serie di omicidi: Mario Bertocco, Gianni Cabbia, Zeno Bertin, Loris Benvegnù, Flavio Donolato. Senza contare che il 6 gennaio 1984 sparisce un personaggio chiave della Mala del Brenta: Sandro Radetich. Il suo corpo non è mai stato trovato...

    Con il traffico di droga cambia tutto. E iniziano gli omicidi.

    In questa puntata entriamo nella fase più violenta della banda di Felice Maniero: una sequenza di regolamenti di conti che segna il consolidamento del potere e l’eliminazione sistematica di chi non si allinea.

    Dal delitto di Andrioli – il mentore diventato rivale – agli omicidi legati al controllo del mercato della droga tra Riviera del Brenta, Mestre, Milano e Modena. Dai sospetti di delazione alle accuse di “fare la cresta” sulla cocaina. Fino alle esecuzioni che colpiscono anche uomini vicinissimi al gruppo.

    È la stagione in cui la banda si struttura come organizzazione, impone regole ferree e punisce chi prova a bypassare il capo. Una stagione segnata da sparizioni, corpi mai ritrovati, verità processuali e silenzi.

    E sullo sfondo, il carcere, le latitanze, l’evasione da Fossombrone e la paura che il controllo stia sfuggendo di mano.

    🎙 Podcast realizzato dal Centro Pavone con il contributo del Comune di Mira

    ⏱ Capitoli

    00:00 – L’inizio della stagione degli omicidi
    00:38 – Droga e primi delitti: Pagan e Madarella
    01:07 – Il caso Minin e i sospetti di delazione
    02:37 – Andrioli: da mentore a rivale
    03:18 – Il processo e la confessione di Maniero
    05:30 – Il controllo del mercato della droga
    06:14 – Barizza e i sospetti sull’oro sparito
    07:00 – La scomparsa di Radetic
    08:34 – La gestione della banda durante la latitanza
    09:28 – Chi bypassa il capo paga
    10:21 – L’arresto a Modena e la gestione dal carcere
    12:16 – Le denunce interne e l’omicidio Bogo
    13:29 – Carraro, i soldi spariti e il duplice omicidio
    14:55 – La “verità processuale”
    15:15 – Gli spari contro la casa della madre
    16:44 – L’evasione da Fossombrone e il silenzio



    21 October 2021, 12:10 pm
  • 10 minutes 56 seconds
    Il business dell’eroina: come Maniero conquistò il Nordest

    All’inizio sembra quasi un investimento secondario. Poi diventa il vero affare.

    In questa puntata ricostruiamo la nascita e l’espansione del business dell’eroina nella Riviera del Brenta negli anni Ottanta. Dall’arresto per estorsione del 1981 ai primi contatti con i rifornitori milanesi legati alla mafia siciliana, fino al salto di qualità: l’approvvigionamento diretto dalla Turchia e le forniture da decine di chili alla volta.

    Felice Maniero capisce presto che la droga rende più delle rapine. Organizza gruppi di lavoro su Mestre, Venezia, Padova e San Donà, struttura una rete efficiente di distribuzione e impone regole ferree. Chi sbaglia, paga.

    Nel frattempo la Riviera del Brenta conosce un’esplosione di tossicodipendenza, con numeri superiori a quelli di Mestre. Un sistema che produrrà profitti enormi, ma anche morti, dipendenze e una nuova generazione di organizzazioni criminali che erediteranno quel mercato.

    È qui che la banda smette di essere solo una banda e diventa un’organizzazione.

    🎙 Podcast realizzato dal Centro Pavone con il contributo del Comune di Mira

    ⏱ Capitoli

    00:00 – L’esplosione della tossicodipendenza nella Riviera del Brenta
    00:44 – L’arresto del 1981 e il tentativo di estorsione
    02:00 – Il furto delle reliquie e le voci sulla scarcerazione
    02:30 – Dalle bische alla droga: il vero affare
    03:00 – L’eroina rende più delle rapine
    03:52 – Gli anni ’80 e il dominio dell’eroina
    05:08 – I contatti con i milanesi e la mafia siciliana
    05:59 – Le prime tensioni interne e l’omicidio per “la cresta”
    07:39 – Il canale diretto con la Turchia
    08:27 – I grossi quantitativi: 30-40 kg alla volta
    09:04 – Prezzi, guadagni e margini enormi
    09:31 – I gruppi di lavoro su Mestre, Venezia, Padova e San Donà
    10:00 – I canali della cocaina e i nuovi equilibri
    10:47 – Quando il denaro genera omicidi

    21 October 2021, 12:09 pm
  • 7 minutes 18 seconds
    La notte dei cambisti: l'inizio della Mafia del Brenta

    La mala del Brenta nasce ufficialmente il 10 ottobre 1980. È la notte dei cambisti.

    Al Casinò di Venezia un gruppo guidato da Felice Maniero impone con la violenza il controllo del cambio ai giocatori indebitati. Pestaggi, intimidazioni, tangenti quotidiane: non è più solo banditismo. È un sistema organizzato.

    In questa puntata ricostruiamo il momento fondativo della Mafia del Brenta: l’alleanza con i milanesi legati alla mafia siciliana, il ruolo dei fratelli Fidanzati, l’espansione nel Veneto e il primo vero segnale d’allarme per polizia e magistratura.

    Da quel momento la banda smette di essere un gruppo di rapinatori e diventa un’organizzazione capace di imporre il pizzo, controllare settori economici e costruire un potere stabile.

    È la svolta. È l’inizio.

    🎙 Podcast realizzato dal Centro Pavone con il contributo del Comune di Mira

    ⏱ Capitoli

    00:00 – Gli omicidi che precedono la svolta
    01:07 – Una banda di 400 uomini
    01:20 – 10 ottobre 1980: la notte dei cambisti
    02:09 – Il nucleo storico della banda
    03:00 – Il sistema del cambio e il pizzo quotidiano
    04:24 – I collegamenti con i milanesi
    05:18 – I fratelli Fidanzati e l’arrivo della mafia al Nord
    06:04 – La svolta criminale nel Veneto
    06:27 – Arresti, scarcerazioni e prime indagini
    07:07 – L’espansione territoriale

    21 October 2021, 12:09 pm
  • 10 minutes 8 seconds
    Gli anni ’70: terrorismo, Casinò e l’ascesa di Felice Maniero

    Negli anni Settanta Mestre e Venezia non sono solo lo sfondo della nascente mala del Brenta. Sono un crocevia in cui si intrecciano terrorismo, tensione sociale e criminalità organizzata.

    In questa puntata ricostruiamo un passaggio cruciale: gli arresti legati alle Brigate Rosse, la nascita della “Brigata Ferretto”, l’attenzione delle forze dell’ordine concentrata sull’eversione e, sullo sfondo, la crescita silenziosa di nuove forme di criminalità.

    Emergono figure decisive come Ottavio Andrioli, considerato il mentore di Felice Maniero, e le prime intuizioni che porteranno alla trasformazione della banda: i furti con riscatto di opere e reliquie, il rapporto conflittuale con lo Stato, l’interesse per il Casinò di Venezia e il sistema dei cambisti.

    Un racconto che mostra come, tra terrorismo e affari illeciti, si sia creato il terreno su cui sarebbe poi cresciuta la mala del Brenta.

    🎙 Podcast realizzato dal Centro Pavone con il contributo del Comune di Mira

    ⏱ Capitoli

    00:00 – L’arresto di Giorgio Semeria e le Brigate Rosse tra Mestre e Venezia
    01:01 – Anni di piombo nel Veneto: attentati e tensione sociale
    01:53 – La “Brigata Ferretto” e i collegamenti con le BR
    02:42 – Disattenzione e sottovalutazione del fenomeno eversivo
    03:01 – I primi casi legati a Felice Maniero
    03:40 – Ottavio Andrioli: il mentore e il furto con riscatto
    04:31 – Il furto delle reliquie e il braccio di ferro con lo Stato
    06:09 – L’omicidio Andrioli e i rapporti con la mala milanese
    07:27 – L’intuito criminale di Maniero
    07:59 – Il Casinò di Venezia e il sistema dei cambisti
    09:27 – Usura, violenza e il nuovo affare della banda

    21 October 2021, 12:08 pm
  • 9 minutes 8 seconds
    Gli inizi della banda di Felice Maniero

    Prima della mafia del Brenta, prima delle trattative con lo Stato e dei grandi colpi, c’è un gruppo di ragazzi che di notte gira armato tra Campolongo Maggiore, Camponogara, Vigonovo e la Riviera del Brenta.

    In questa puntata torniamo agli inizi. Ai primi anni Settanta. Alla povertà diffusa della Riviera, alle case senza bagno, ai furti di generi alimentari. E a una famiglia segnata dalla violenza domestica, che fa da sfondo alla crescita criminale di Felice Maniero.

    Il racconto ricostruisce il ruolo di Rigato detto “il Nero”, la scuola dei primi furti, l’intreccio tra miseria e opportunità. Perché mentre nasce il boom del Nordest – tra calzaturifici, partite IVA e nuove ricchezze – si crea anche il terreno perfetto per il salto di qualità della criminalità.

    Sul fondo, l’avanzare del terrorismo rosso e nero in Veneto e l’attenzione delle forze dell’ordine concentrata altrove.

    Una storia che mostra come la mala del Brenta non nasca dal nulla, ma dentro un contesto sociale preciso: violenza, ambizione, denaro facile e trasformazione economica.

    🎙 Podcast realizzato dal Centro Pavone con il contributo del Comune di Mira


    ⏱ Capitoli

    00:00 – Le prime bande giovanili della Riviera del Brenta
    00:54 – Le prime voci su Maniero negli anni ’73-’74
    01:31 – Campolongo Maggiore e il territorio della banda
    01:49 – La famiglia Maniero: povertà e violenza domestica
    03:06 – La Riviera del Brenta negli anni della miseria
    04:06 – Rigato “il Nero” e la scuola dei furti
    05:02 – Violenza, armi e paura nel territorio
    05:53 – Il boom economico del Nordest
    06:42 – Calzaturifici, partite IVA e nuova ricchezza
    07:36 – Terrorismo rosso e nero in Veneto
    08:56 – L’arrivo in polizia e il quadro criminale dell’epoca

    21 October 2021, 12:07 pm
  • 2 minutes 35 seconds
    Teaser - La storia della Mala del Brenta vista dalla parte di chi l'ha combattuta

    I fiumi sono dei fedeli compagni di vita. Mutano il territorio, lo arricchiscono e lo accompagnano. L'argine spesso è visto come punto di incontro, di socialità. Questa storia segue le sponde di uno dei fiumi più importanti d'Italia. Il fiume Brenta nasce in trentino Alto Adige, nel piccolo lago di Caldonazzo, attraversa la fascia prealpina, scende in Valsugana e arriva in pianura a Bassano del Grappa. Dopo di che quest'oasi lineare fluviale attraversa quella che viene definita la "Città diffusa del Veneto", cioè una delle aree più antropizzate d'Europa. Lo fa senza però subirne a pieno l'antropizzazione, tende nel padovano ed arriva fino al veneziano.Quella che vogliamo raccontare in questo podcast è una storia nata sulle rive di questo Fiume, una storia che però ha sconvolto il nord-est, facendo emergere dei tratti che ancora oggi spesso vengono nascosti. Quando si parla di Mafia in Veneto si pensa sempre sia un qualcosa che non ci riguardi, le classiche poche mele marce. Purtroppo non è così, lo dimostra l'attualità ma lo rende ancora più evidente la storia recente. Questo podcast vuole raccontare la storia della Mala del Brenta, cioè la mafia autoctona veneta, la più potente, organizzata e violenta mafia del nord Italia. Vogliamo farlo non raccontando le gesta spesso romanzate di Felice Maniero, ma cercando di capire, con gli occhi di chi l'ha combattuta, come una banda di ladri di polli si sia trasformata in mafia, in un periodo in cui in Italia imperversavano terrorismo e rapimenti di persone, ed il Veneto, tra Padova, Mestre e Venezia era al centro della storia. Lo facciamo dedicando il podcast a Francesco Saverio Pavone, il magistrato grazie al quale è stato possibile unire gli eventi, riconoscendo così che lungo le sponde del fiume Brenta era nata un'organizzazione criminale di stampo mafioso. Io sono Antonio Massariolo del Centro di documentazione ed inchiesta sulla criminalità organizzata del Veneto e questo è "Da banditi a Mafiosi, la storia della Mala del Brenta vista dalla parte di chi l'ha combattuta", buon ascolto

    21 October 2021, 12:07 pm
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